Usualmente in questo blog si scrive di temi che tratta la storia moderna, quella parte cioè che alcuni storici dicono essere dalla fine del 1400 a principio del 1800.
Però, talvolta, vi sono personaggi, eventi, curiosità che mi affascinano e, pertanto, divagando un po’, mi interesso di loro, come cosa preziosa che arricchisce il mio piccolo sapere.
Federico II (1194-1250) è una di quelle personalità che mi ha sempre intrigato.
Nel febbraio di quest’anno lessi un buon libro che mi appresto a proporvi: Fumagalli Beonio Brocchieri, Federico II, Ragione e Fortuna, ed. Laterza, 2006.
Ciò che preferisco di lui non è il suo lato militare, giacché non fu un grande condottiero, né quello politico, certamente ha saputo conquistare Gerusalemme tramite un abile gioco politico, bensì è la sua cultura, è il suo essere mecenate. Nel suo impero, il latino, il greco, l’arabo erano lingue usualmente parlate e scritte; inoltre si traducevano opere di altre terre, con lui si discuteva di arte, filosofia, di poesia. Scriveva Dante nel De vulgari eloquentia:
” … quegli uomini grandi e illuminati, Federico imperatore e il suo degno figlio Manfredi che seppero esprimere tutta la nobiltà e dirittura del loro spirito e finché la fortuna lo permise si comportarono da veri uomini sdegnando di vivere come bestie.”
In quegli anni la scuola dei poeti siciliani era un fenomeno davvero singolare, sia per l’invenzione linguistica che per il tema trattato, l’amore. Grazie dunque a Federico che seppe dare lo spazio necessario a coloro i quali avevano qualcosa da dire, la poesia siciliana ebbe un grande sviluppo con poeti come Rinaldo d’Acquino, Pier delle Vigne, Iacopo da Lentini e tanti altri. Lo stesso Federico fu uno scrittore, con un trattato sulla caccia: De arte venandi cum avibus.
Come non ricordare una delle prime università, quella di Napoli, voluta e fondata dall’imperatore nella primavera del 1224! In quell’ateneo si studiava filosofia, arti liberali, teologia, da lì uscivano gli amministratori dell’impero, lì era uno dei centri culturali dell’epoca.
Ci sarebbe tanto da scrivere, ci sarebbe da parlare del suo rapporto con Michele Scoto, grande filosofo e astrologo, dell’arabo Ibn Sab’in, anch’egli abile filosofo a cui Federico rivolgeva inquietanti domande e di tanti altri ancora, ma vi rimando al libro, di piacevole e semplice lettura, fonte di interessanti notizie storiche.
Rino, rileggendo Rosa fresca aulentissima.






Straordinaria figura del medioevo occidentale, forse la più grande insieme a Francesco d’Assisi.
Non a caso tutti e due cercarono, nel dialogo e non nella violenza, la soluzione dei contrasti con “gli infedeli”.
Superfluo dire che queste personalità, erroneamente inserite dal volgo in un’epoca oscura che oscura non fu, sarebbero preziosissime ai nosri giorni.
A presto
Alessio: indubbiamente due figure da cui abbiamo tanto, tanto, tanto da imparare, due figure che potrebbero essere di spunto per capire che la nostra società è ben lungi dall’essere colta, erudita, sapiente, e che viviamo un’epoca culturale, sotto certi aspetti, in pieno decadimento. Possibile abbiamo gli occhi chiusi? Un caro saluto.
E’ curioso che alcuni nomi della Storia mi siano rimasti impressi non per quel poco che la scuola mi insegnò, ma per averli associati a luoghi, edifici che nei miei viaggi mi hanno colpito più profondamente.
Leggendo il nome di Federico II mi sono trovata catapultata indietro di una ventina d’anni in Puglia a Castel del Monte.
Quanto mi ha colpito e quanto ha suggestionato la mia fantasia quell’edificio possente che si staglia netto in cima ad una collina che sovrasta la campagna circostante. Nella sua essenzialità ha qualcosa di completo ed armonico.
Pare che ancora non si sappia l’effettiva funzione di questa costruzione: sicuramente non fortezza militare. Molti hanno trovato l’edificio ricco di elementi simbolici, a partire dalla pianta a base ottagonale.
Se non ricordo male qualcuno ha suggerito che qui Federico II si ritirasse per approfondire i suoi studi di filosofia, matematica, astrologia, ecc.
Non so se si tratti di suggestione, ma alcuni luoghi storici a me sembra che “vibrino” più forte, che diano sensazioni anche fisiche oltre che emotive. Castel del Monte, è uno dei luoghi, che mi ha lasciato quest’esperienza.
Un’altra associazione di immagini che mi sovviene con il nome di Federico II è quello della “falconeria”, che ho sempre trovato affascinante, ma magari faccio confusione.
Chissà, magari il prossimo libro che vado a cercare in biblioteca sarà proprio quello consigliato da Rino.
Grazie per gli stimoli ricevuti.
Un caro saluto.
Stefi
In quanto moglie di un maniaco “Federicista” o feticista di Federico, ho visitato tutti i castelli federiciani.
E’ un personaggio affascinantissimo, proprio per le ragioni che indichi tu.
A me sembra che la modernità non produca più figure così grandi a tutto tondo
grazie per l’indicazione sui suoi rapporti con Scoto: voglio provare a tendere un trabocchetto a mio marito, vediamo se ne sa qualche cosa!
marina, malignetta
Stefi: certo, Castel del Monte è una delle tante costruzioni che Federico II fece erigere e, come ben dici, poco si sa del suo vero utilizzo, anche perché l’imperatore morì appena prima della sua completa costruzione. Interessante, come interessante castello quello di Castelvetrano (Bellumvider), in provincia di Trapani, che, si dice, era anche una sua residenza – chissà? In ogni modo Federico ha molto da insegnarci; mecenate come ora pochissimi lo sono, persona colta, interessato ai misteri dell’alchimia – ricordiamo era amico di Scoto. Insomma…
Grazie per il bel commento, commento che aggiunge particolari notizie al mio post. Un abbraccio.
Marina: hai ben ragione, oggi non esistono più i mecenati di una volta, magari certi istituti bancari che, seppur per ragioni economiche, aiutano quel po’ che serve a conservare le opere del passato. Un abbraccio mattutino.
Hai ben fatto a parlare di questo personaggio storico. Ci sono dei “potenti” che hanno cambiato in meglio, al di là delle loro nefaste decisioni, la vita e la società non solo di quel tempo ma hanno doto un segno di cambiamento che i secoli successivi ne hanno apprezzato i segni. Federico II nella nostra libreria è presente con diversi volumi e se li merita tutti.
Grazie a te.
Michele
Davvero affascinante la figura di Federico II. Mi piacerebbe che Cardini facesse un ciclo di radio-lezioni su di lui.
Michele: a mio avviso, si dovrebbe ritornare a studiare certi personaggi del passato, coloro i quali hanno, con la loro intelligenza, spontaneità, mecenatismo, caratterizzato un’epoca. Buona serata.
Artemisia: credo sarebbe interessante. Un caro saluto.
Magari esistessero ancora uomini del genere, la cultura ritotnerebbe in auge. Bravo Rino, mi hai ricordato gli studi del liceo, i bei tempi, e i sogni. Un caro saluto.
U.
Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.
Ubaldo: è quello che manca oggi, qualche buon mecenate, magari più di uno, che aiuti i giovani talentosi a uscire fuori. Buona giornata.