Com’erano le nostre campagne, le nostre città nel XVI o nel XVIII sec.? In che modo erano organizzate, come si vedevano? Certo, non abbiamo fotografie dell’epoca - l’invenzione della macchina fotografica avverrà nei primi dell’800 -, dobbiamo pertanto scomodare i pittori, quei pittori che illustravano, in un certo qual modo, il loro periodo.
La maggior parte dei primi paesaggi erano frutto dell’immaginazione dell’artista, in quanto costui spesso univa elementi paesaggistici esistenti con altri di pura invenzione come fiumi, colline, monti, rovine.
Iniziamo il nostro breve viaggio attraverso i secoli e bussiamo alla porta di Giorgione, curiosando, per esempio, il suo ben noto La tempesta, del 1507 (sopra a lato), mentre all’estero visitiamo Dürer, con i suoi Studi naturalistici, e il buon Brüegel il Vecchio: tutti artisti che si dilettavano a rappresentare nel XVI sec. i loro dintorni.
Passiamo al 1600. Le cose iniziano a cambiare, la descrizione del paesaggio diventa un vero e proprio genere, nascono addirittura delle scuole. Spiccano i Caracci, di cui riporto (a lato) il bel quadro La pesca, del 1595, insieme ai francesi Claude Lorrain e Nicolas Poussin. In quelle riproduzioni c’è ancora un po’ di fantasia, d’inventiva, ma la pittura era praticata secondo precise regole di armonia ed equilibrio.
Vengono gli anni del 1700, anni di viaggi, di conoscenze, di riflessione, di razionalismo, di rivoluzioni. Molti artisti si spostavano per rappresentare la quotidianità, il paesaggio, la vita di quell’epoca. Eccoci ai famosi veneziani Canaletto (a lato), Marieschi, Piranesi - che lavorò a Roma - e tanti altri che ci hanno lasciato la loro testimonianza.
Infine il secolo d’oro, il 1800: i macchiaioli, gli impressionisti, Manet, Sisley, Pissarro (a lato), l’inglese John Constable.
Solo poche righe per accennare a un genere pittorico che interessa la storia tramite lo studio dei dipinti.
Rino, nell’arte che cambia.









Un gran bel post, Rino. Notevole La tempesta di Giorgione, uno dei paesaggi che ammiro di più. Sì, Rino, l’arte cambia, ma la bellezza resta nei secoli, in eterno. Lodando l’arte di Rino nel saper proporre l’arte.
Ubaldo Riccobono
Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle
La bellezza dell’arte attraversa i secoli, purtroppo siamo poi noi a rovinare i paesaggi… Giulia
Ubaldo: concordo, la bellezza e l’armonia dell’arte resta anche col passare dei secoli, specialmente di quell’arte che ha il dono di venire dai veri sentimenti umani. Buona serata.
Giulia: proprio come ben dici, siamo noi a rovinare i paesaggi col nostro egoismo. Un caro saluto.
hai la cultura del ricercatore e il dono della sintesi
questi passaggi sugli stili di tre secoli sono magistrali.
come sai, passo da te con spirito di apprendimento.
amalteo grato
Quando vado a zonzo per l’italica penisola penso proprio a questo, sempre, è quasi una ossessione: come era 100, 200, 300 anni fa? E cerco nel paesaggio i segni, tolgo le strade, i tralicci, totto ciò che è moderno. Esistono ancora luoghi per fortuna che poco sono cambiati, antichi borghi, o posti dove l’attività umana del mondo contadino ha plasmato il territorio (Toscana, Marche,… l’Italia dei Comuni?) Grazie per le tue pillole.
duccio
Amalteo: avevo pensato fare un post dettagliato, magari soffermandomi di più sui vari secoli, poi, riflettendo, ho preferito riassumere in poche righe, giacché raramente il visitatore legge un lungo post, specialmente se di storia o di arte. Buona serata.
Duccio: grazie per passare, sono contento della tua visita. In effetti, anch’io, come te, girovagando cerco di immaginare il passato, i luoghi, le campagne, le case, le città. Per esempio, di Pistoia, città dove abito, abbiamo ben poche rappresentazioni che la riguardano durante la storia moderna, in ogni modo, quelle poche aiutano a capire com’era o come si viveva. Un saluto.
Bellissimo il quadro del Giorgione. Non sono male pero’ anche le foto d’epoca, non trovi?
Apprezzo molto la tua sintesi!
Artemisia
Artemisia: certo anche le fotografie d’epoca aiutano, ma la fotografia venne dopo, venne nel XIX secolo. Per cui bisogna sbirciare i quadri dei paesaggisti, di quei pittori che ci danno un certa rappresentazione della loro epoca. Buona giornata.
Conosco un libro sull’argomento dello spazio che credo possa interessarti:
Geografia dello spazio di Franco Farinelli, pubblicato per l’einaudi.
Io ne sono rimasta affascinata, per le strane toerie sulla nascita dello spazio fino al modo in cui i diversi tipi di agricoltura hanno segnato in maniera diversa il paese. Dall’Odissea, passando pere Tasso, alle metropoli americane.
Molto filosofico, in parte storico.
Di certo la cultura è un pensiero gemetrico, la linea retta è la sua essenza. Per qualcuno, dunque, la geometria è Dio e l’uomo l’ha manifestata nella trasformazione dello spazio.
Un abbraccio.
Sara.
Sara: grazie, non lo conoscevo, dovrò certamente leggerlo per approfondire alcuni argomenti che mi interessano. Buona settimana.
[...] dei particolari e nello stesso tempo riesce a trasmettere energia e vitalità tramite gli splendidi elementi paesaggistici spesso suggestivi e [...]
[...] secoli passati, specialmente nel XVIII e XIX secolo, era una tendenza, una moda visitare l’Italia. Grandi artisti realizzarono quel [...]
scusate se mi intrometto nelle vs..eloquenti ed interessanti dissertazione sull’arte pre e post rinascimentale..ma avrei bisogno di un vs. aiuto in merito” alla situazione culturale di Venezia tra la fine del 1400 e l’inizio 1500”.
grazie e continuate cosi’..
Sergio: posso solo consigliarti un paio di testi da leggere, il primo è: http://www.ibs.it/code/9788845243035//rinascimento-venezia.html
mentre l’altro parla anche di economia:
http://www.ibs.it/code/9788885015234/lowry-martin/mondo-aldo-manuzio.html .
Spero esserti stato d’aiuto. A presto.