Continuiamo il nostro curiosare per le cucine rinascimentali e prendiamo due xilografie del tedesco Hans Burgkmair il Vecchio (1473-1531), analizzandole come fossero – e in un certo senso lo sono – fotografie di quell’epoca.
In questa prima xilografia degli inizi del XVI secolo, possiamo vedere un cuoco che scuoia una lepre, lepre appesa a un grosso chiodo nella parete. I mestoli sono attaccati al muro di fronte e vicino al fuoco vari recipienti sono pronti per essere adoperati.
Da notare che verso la fine del ’500 iniziano a diffondersi in Italia i camini cosiddetti alla tedesca, cioè sollevati da terra, in modo da adoperare la parte bassa come scaldavivande o per altro uso culinario. Nei paesi oltralpe si ha documentazione che questi camini erano già impiegati sin dai primi decenni del XVI secolo, con soddisfacenti risultati.
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Anch’essa del XVI secolo, rappresenta un cuoco cucinando, sicuramente per una famiglia benestante. La cucina è arredata a tutto punto, scodelle, pentole, cucchiai di vario tipo, una griglia con qualcosa su di essa, un tinello. Semplice e curato, mi sembra, l’ordine degli oggetti sulle mensole: ogni cosa al suo posto, ogni posto ha la sua cosa. Anche qua notiamo il camino alla tedesca.














5 giugno 2008 at 12:33 pm
Questo tuo post mi ha fatto ricordare la cucuna del castello di Neuschwanstein in Baviera perfettamente conservata e tecnicamente all’avanguardia per l’epoca (1869- 1886… un po’ dopo l’epoca di cui stai parlando) ho alcune foto davvero belle, sembra una cucina anticata dei nostri tempi! Se vuoi farne un post ti mando le foto.
Dona
5 giugno 2008 at 8:53 pm
Dona: grazie; certo, potrei farlo e sarei lieto ricevere le tue foto. In ogni modo, sarei più contento se preparassi tu un post per il tuo blog, con le tue idee, le tue impressioni, le tue valutazioni, non importa se non ricordi la storia, basta descrivere con attenzione ciò che vedi, magari paragonandolo ai nostri giorni o differenziandolo da modi e costumi odierni. Un abbraccio.
5 giugno 2008 at 10:05 pm
Spesso, per il mio lavoro, mi trovo all’interno di Palazzi magnifici della città di Genova.Ti lascio questo link per una tua visita:http://www.turismo.comune.genova.it/spip.php?article11
Ad esempio a Nervi c’è Villa Grimamaldi che raccoglie la raccolta dei fratelli Frugone che ebbero la fortuna di acquistare meraviglose opere dell’ottocento ed il novecento . All’interno di questa villa vi è una cucina così descritta, interamente con marmi. Sicuramente più recente del periodo raccontato. Ritornando ai Palazzi, volevo farti conoscere qualcosa di ciò che vedo, e chissà magari per scoprire ancora di più…
Un abbraccio, Tiziana.
6 giugno 2008 at 8:01 am
Tiziana: grazie del link, eccellente, ne farò tesoro. Sono contento che mi fai partecipe di ciò che sai.
Ho visitato Genova 6-7 volte, l’ultima con un buon amico blogger, Alessio, genovese doc, che mi ha fatto da cicerone, mostrandomi ciò che di solito sfugge all’occhio del turista frettoloso. Genova è una bellissima città da scoprire poco a poco, ha tanto da offrire. Un abbraccio.
6 giugno 2008 at 1:28 pm
mi hai fatto venire fame Rino, adesso vado a cucinare vah
6 giugno 2008 at 3:02 pm
Morgan: buon pranzo vegetariano, dunque.
6 giugno 2008 at 4:30 pm
Ti rispondo in questo modo : pensa io sono di Milano ,ma vivo a Genova da dodici anni. Ho imparato a conoscere la città ed ho scoperto che molti genovesi non hanno una padronananza di essa non avendone visitato mai alcuni dei Palazzi che ti ho elencato ieri sera. E’ sconcertante. Mi fa piacere che tu possa aver percorso questa città così ricca di storia con l’ausilio di un genovese doc.innamorato del meraviglioso.
Saluti alla brezza di mare…
Tiziana
6 giugno 2008 at 6:31 pm
Tizy: è vero, usualmente pochi conoscono la propria città, il luogo dove abitano o lavorano; vuoi per la mancanza di tempo, vuoi per la mancanza d’interesse, spesso, si tralascia di approfondire le nostre origini. Eppure, queste sono quelle che ci servono a capire determinati comportamenti, determinati aspetti storici dell’oggi, determinate caratteristiche che risaltano in certi luoghi piuttosto che in altri.
Una buona serata da una Pistoia soleggiata, ventosa e pronta per l’estate. Un abbraccio.
8 giugno 2008 at 11:16 am
Se vengo dalle tue parti, ritienimi invitato, Rino, visto che cucini così bene. Lodando Rino, storico e cuoco.
Ibaldo Riccobono
Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle
8 giugno 2008 at 11:28 am
Ubaldo: basta solo dirmelo e sarei ben accetto, sarà un vero piacere averti a Pistoia. Un abbraccio.