Chi non è sanamente curioso raramente può indagare e capire da dove provengono determinate usanze. Normalmente gli storici sono curiosi per natura, sbirciano, analizzano, ricercano.
Così, dopo aver vestito e svestito la gente del ’400, mi intrufolo in una cucina rinascimentale, una cucina del ceto alto, per osservare e dettagliare i loro modi e costumi.
Bene, le mie ricerche mi portano a Venezia, quella Venezia del 1570, anno di pubblicazione di un interessante libro di Bartolomeo Scappi, Opera dell’arte di cucinare. Bartolomeo fu un cuoco, anzi, il cuoco secreto, come allora si diceva, cioè personale, di papa Pio V (1504-1572).
Per meglio descrivere la cucina dell’epoca, cucina intesa come materiali che la componevano e l’arredavano, mi aiuto postando alcune immagini tratte dal libro dello stesso Scappi, primo e significativo libro che annotava – anche, ma non solo – dettagliatamente ogni suppellettile necessario all’arte culinaria.
*****
Salta subito alla vista, a destra del camino, un sacco di paglia sospeso dove si infilavano i coltelli e altri utensili, sempre pronti per essere adoperati. Sul tetto si appendevano le carni, sui tavoli piatti, tegami, sulla sinistra un contenitore con l’acqua, mentre il fuoco, generalmente, rimaneva accesso notte e giorno, scoppiettando e pronto per cucinare qualsiasi pietanza. Vicino al camino, uno spiedo arrostendo cacciagione.
*****
Altri utensili che si adoperavano in una cucina nel Rinascimento: padelle, tegami, mestoli, cucchiaioni, forcine, ecc. Potremmo fare il confronto con la nostra epoca e notare che, in fin dei conti, abbiamo tutt’oggi gli stessi strumenti, magari diversamente disegnati.
*****
In questa immagine, possiamo notare la varietà di coltelli – da torta, da pasta, da raschiare -, oltre che spiedi e forcine. In basso a sinistra è raffigurata una siringa che si usava per le decorazioni, accanto un ferro da maccaroni per la pasta.



Per noi donne le cucine hanno un fascino irresistibile.
Per me è l’ambiente della casa che preferisco
grazie di avermi fatto curiosare
marina
io sono letteralmente ipnotizzato dagli utensili…
voglio approfondire…
Fantastico questo viaggio che ha stimolato come sempre la mia curiosità, nell’approfondire.
La cucina, il luogo che mi permette di non pensare, sono talmente concentrata a creare che tutto ciò che nella mia testa è tormento svanisce…
Ti saluto, come spesso sono solita fare un una breve massima:
“In molti casi il cucinare è una forma di omicidio colposo”.
(Edward Clamp)
Un abbraccio,
Tiziana
p.s.
Chissà che non ti esorti per qualche immersione nella storia del crimine…in cucina, si intende.
Una delle mie tante passioni, la storia della cultura gastronomica. Scappi è una pietra miliare.
Un saluto
Marina: certo, per le donne la cucina è luogo riservato e invalicabile. In ogni modo dalle vostre mani escono pietanze prelibate. Grazie. Un abbraccio.
Damiani: anche a me piacciono gli utensili e, a volte, li paragono con quelli del passato, sbirciando foto e immagini che ho in certi libri per vederne l’evoluzione. Buona serata.
Tiziana: ti confesso che talvolta cucino anch’io, mi delizio cucinando una paella, giacché ho vissuto moltissimi anni in Spagna, e credo aver appreso il segreto come prepararne una buona. Bella la tua massima. Mi stimola il tuo p.s. Chissà? Un abbraccio.
Alessio: credimi se ho pensato a te e a un tuo vecchio articolo quando ho ricorretto questo post. Un abbraccio e a presto vederci.
Hai ragione, gli utensili di allora non erano molto dissimili dai nostri.
Qualche ricetta particolare?
passo a curiosare.
trovo che nelle cucine si vede in modo forte il rapporto fra la natura (nutrirsi per vivere) e la cultura.
l’una ci fa molto uguali.
siamo invece molto diversi nel rapporto con il cibo.
la biologia ci fa uguali.
la cultura ci fa diversi
grazie
L’argomento culinario mi ha sempre affascinato e il “mondo” della cucina e dei suoi strumenti non è cosa da poco.
Nella nostra libreria abbiamo un settore e ovviamente anche un bel libro sulla cucina rinascimentale!!
Grazie Rino.
Michele,
Chirieleison: purtroppo le ricette non sono il mio forte, in ogni modo indagherò meglio. Un abbraccio.
Amalteo: cucina intesa anche come alimento culturale. Un saluto serale.
Michele: ciò che mi incuriosisce delle cucine rinascimentali è la loro disposizione, il camino, gli utensili che la componevano, oltre a come si adoperavano. A presto. Ciao.
Invito raccolto, Rino. Davvero notevoli le tue ricostruzioni.
Ubaldo Riccobono
Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle
Ubaldo: grazie. I miei nonni mi dicevano sempre che prima di fare un qualcosa, prima di parlare, di agire, bisognava osservare, capire, riflettere, dopodiché veniva l’azione. Buona giornata.
La storia non è solo quella fatta dai grandi personaggi, è anche quella resa dalla vita quotidiana degli uomini…la cucina ne è un esempio significativo. D’altronde quest’ambiente ha un fascino tutto particolare. Mi incuriosisce molto sapere cosa facessero gli individui giorno per giorno lontano dagli avvenimenti raccontati dai libri di storia.
Giorgio: certo, la storia è fatta anche dal popolo, dai contadini, dagli artigiani… e ho trattato spesso eventi quotidiani, eventi che caratterizzano, quindi, la loro vita. In Passeggiando per la storia ho scritto, per esempio, del matrimonio popolare, dell’acqua potabile, del mais e la pellagra e così via. Un saluto e un augurio per un sereno 2009.