Beatrice Cenci e il XVI secolo

Epoca:

- seconda metà del XVI sec.

Alcuni eventi:

- fra il 1550 e il 1650, in Germania le autorità religiose e civili mandavano al rogo centinaia di cosiddette streghe;

- Elisabetta I diventava regina d’Inghilterra nel 1558;

- iniziavano le guerre di religione in Francia che dureranno dal 1562 al 1598;

- i turchi erano sconfitti nella famosa battaglia di Lepanto del 1571;

- Luca Cambiaso affrescava il coro e la volta del monastero dell’Escorial, in Spagna;

- William Shakespeare finiva di scrivere l’Enrico IV, 1592;

- nel 1584, si stampava la Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso.              *****

*****   

Ebbene, proprio alla fine del XVI sec., fra il 1598 e il 1599, si consumava un destino che sconvolgeva la città di Roma di papa Clemente VIII, un fatto che impensierì tantissima gente: la decapitazione di Beatrice Cenci.

Beatrice Cenci (1577-1599) era figlia di Francesco Cenci, un nobile aggressivo – conte – più volte accusato e incriminato per i suoi vizi, la cui ricchezza proveniva dal padre, Cristoforo, tesoriere dello Stato Pontificio. Il carattere di Francesco era violento, brutale, sadico e molestava quotidianamente sia Beatrice che gli altri figli: un vero incubo per i familiari e per i servi.

La madre di lei, tale Ersilia Santacroce, nobildonna di antico casato romano, era morta in seguito a un parto gemellare, nel 1584, dopo aver dato alla luce ben dodici figli in 22 anni di matrimonio. Il padre si risposò 9 anni dopo con Lucrezia Petroni vedova Velli, da cui non ebbe prole.

Tanta era la prepotenza di Francesco – più volte condannato e sempre scagionato -, che gli stessi fratelli di Beatrice chiesero udienza al papa con il fine di denunziarlo, e persino la stessa ragazza, esasperata, scrisse una lettera al pontefice, si dice, mai arrivata.

Passarono i mesi, fino a quando, non sopportando più i maltrattamenti del genitore, Beatrice, insieme ai fratelli, decise di vendicarsi. Dopo un fallito tentativo di sequestro, si riuscì, con l’aiuto di due vassalli, Olimpio Calvetti e Marzio Catalano, che detestavano Francesco, di farlo dormire profondamente mediante una pozione di oppio, dopodiché con un martello conficcarono dei chiodi nella testa.

Morto Francesco, gettarono il corpo da un balconcino, affinché sembrasse una caduta naturale.

Era il 9 settembre 1598, il fatto era accaduto nel loro possedimento di Petrella Salto, vicino a L’Aquila, in Abruzzo.

Qualcosa non andava per il verso giusto. I vicini s’insospettirono, il racconto dei giovani non venne ben accettato, il Pontefice aveva i suoi dubbi.

Un giorno fu arrestato uno dei sicari, che raccontò alle autorità come si svolsero in realtà gli avvenimenti. Si aprì un’inchiesta per esaminare il caso. I ragazzi furono torturati. In difesa dei giovani Cenci si prodigarono addirittura principi e cardinali. Ma il destino ha le sue strade: sia i fratelli, eccetto il giovanissimo Bernardo, che la stessa Beatrice furono condannati a morte. Clemente VIII ordinò la loro esecuzione per l’11 settembre 1599, un anno dopo la morte di Francesco.

La folla mormorava, pregava, si agitava. La giovane salì sul patibolo, sistemò i capelli, lanciò un furioso grido, morì colpita dalla lama affilata della spada del boia. Aveva appena 22 anni. Il corpo fu sepolto nella chiesa di San Pietro in Montorio, al Gianicolo, Roma.

La gente pianse un’innocente vittima, vittima della violenza paterna. La ragazza oramai era diventata un’eroina popolare, era entrata nell’immaginario collettivo, nascevano addirittura leggende.

Eppure, la storia continua.

Nel 1798, durante l’occupazione francese, un gruppo di soldati aprì la sua tomba, rubando il vassoio d’argento su cui era stata appoggiata la testa, giocando finanche con questa come fosse una palla.

Ecco dunque che Beatrice diventa, col passare degli anni, il simbolo dell’ingiustizia, il simbolo di un’infanzia rubata, il simbolo di una giovane che deve subire passivamente torture e molestie.

Beatrice Cenci fu personaggio di vari autori fra cui Stendhal, nelle sue Cronache Italiane, di Percy Shelley, con una sua tragedia, di Alberto Moravia che le dedicò anch’egli una tragedia, e tanti altri.

Vi è poi un ritratto, che si dice di Guido Reni, ma che, in verità, sembra essere di uno dei suoi allievi, dove si rappresenta la giovane Beatrice con un volto quasi angelicale, genuino, innocente, con un turbante bianco sulla testa e un mantello, anch’esso bianco, che le copre il corpo, come a significare la sua purezza.

Perfino il cinema s’interessò di lei.



14 Risposte to “Beatrice Cenci e il XVI secolo”

  • amalteo

    mi è molto piaciuta la cronologia iniziale.
    è come dare le coordinate cartesiane.
    ottimo metodo.
    devo avere visto un film su questa vicenda biografica.
    la storia atroce di un parricidio “giusto”.

  • Dona

    Ciao Rino,
    a proposito di streghe al rogo che hai menzionato facendo riferimento agli anni 1550 – 1650 c’e’ un romanzo che contavo di prendere “la figlia dell’eretica” di kent kathleen.
    per quanto riguarda Beatrice Cenci, ogni volta che risento la sua straziante storia non posso far a meno di provare ammirazione per la sua forza.
    un caro saluto
    Dona

  • giulia

    E’ una storia davvero molto triste… Quante infanzie rubate ancora oggi. Possibile che la storia non inegni? Giulia

  • babilonia61

    Amalteo: mi è sembrato conveniente inquadrare quel determinato fatto, quanto meno ci si rende conto dell’epoca storica in cui è accaduto. Grazie. Un caro saluto.
    Dona: sai che non conosco quel libro di cui scrivi, andrò a indagare. Beatrice ebbe una vita poco agiata, sebbene di famiglia ricca – a volte i soldi non sono tutto -, il padre la molestava e la sua infanzia passò in modo davvero triste. Un abbraccio.
    Giulia: più mesto ancora è il fatto che potremmo cambiare di data, aggiornarla al 2008, e il misfatto sarebbe attuale: nulla è cambiato! Un saluto.

  • Tiziana

    Feci una ricerca approfondita rimenendone impressionate per le vicende di Beatrice. Permettimi di chiamarla così come chiamerei un’amica, oppure come mi rivolgerei davanti a quella bambina che non sono riuscita a “salvare” o forse a quella bambina che nella mia vita lavorativa, sono riuscita a “salvare”.
    Ogni volta che ho incontrato bambini molestati e abusati ho pensato alla sua vicenda. Ogni volta che un bambino ha vinto contro un Orco ha vinto con Lei.
    Un bacio, Tizy

  • babilonia61

    Tizy: certo, Beatrice fu ed è spunto di riflessione. Ciò che mi rattrista è che col passare dei secoli l’essere umano, a volte, non usa adeguatamente il suo raziocinio e i misfatti si ripetono. Credo i giornali dovrebbero riportare quell’evento, divulgarlo, farlo conoscere maggiormente, ma, purtroppo, la storia è poco calcolata, studiata, approfondita. Un bacio serale.

  • Artemisia

    Dolorosa e affascinante vicenda.
    Artemisia

  • ubaldo riccobono

    E’ giusto inquadrare i fatti sotto il profilo storico, anzi aggiungo che tu fai “parlare” i fatti. Ci sai fare, davvero. Hai creato un sito degno di tale nome. Complimenti, Rino. Felicità.

    Ubaldo Riccobono
    Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle

  • babilonia61

    Artemisia: un evento che dovrebbe fare riflettere e nello stesso tempo evitare di ripetersi. Ma, ahimé!, l’essere umano impara poco dalla storia. Un abbraccio.
    Ubaldo: troppo gentile, cerco di dare solo ciò che ho, quel poco che so e che spesso sfugge. Una buona domenica.

  • Frà

    Ciao a tutti, sono una studentessa universitaria e sto preparando un intero esame sulla vicenda. Vi consiglio alcuni testi che ho trovato molto interessanti nel loro modo di inquadrare la storia (oltre i già citati):

    Antonin Artaud, I Cenci
    G.B. Niccolini, Beatrice Cenci
    Franco Cuomo, Addio Amore (Beatrice Cenci)
    A. Dumas, I Cenci, in Delitti Celebri

    Avrei 2 pagine di bibliografia, ma vi risparmio.

    Buona lettura

  • bice

    complimenti per il sito,
    sto per maturarmi e la mia tesina è su beatrice cenci…ho notato che diversi sono gli autori che hanno scritto su questa vicenda ma ancora nn ho capito qual’ è il piu famoso?????quello piu conosciuto??????

    grazie

  • babilonia61

    Frà: grazie per i tuoi consigli, sono davvero di valore. A presto. Ciao
    Bice: grazie per commentare.
    Tutti e nessuno, rispondendo alla tua domanda. Ognuno di loro apporta la propria visione dei fatti, ognuno di loro aiuta a capire parte della realtà del tempo e dell’epoca, oltre che dell’accadimento. Ti consiglio di leggerli tutti, anche per avere una visione quanto più completa. Un saluto.

  • I CENCI - Alexandre Dumas « Withoutpretences’s Weblog

    [...] 8, 2008 · Nessun Commento Un po’ di tempo fa ho letto di questa storia nel blog del mio amico Rino e dell’ amica Artemisia (senza pero’ in quest’ ultimo riuscire a reperire il [...]

  • laura

    anche oggi molte sono le donne vittime di violenze e ingiustizie,ma la storia non insegna?

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