Caterina II la Grande di Russia

Che cosa hanno in comune Elisabetta I d’Inghilterra (1533-1603), Maria Teresa d’Austria (1717-1780) Caterina la Grande di Russia (1729-1796), ma anche tante altre storiche figure femminili? Certamente l’interesse verso la loro patria, la forza di volontà, il coraggio di dimostrare che anche una donna può amministrare un regno, oltre al fatto che hanno cambiato le sorti dei loro imperi.

Pochi la conoscono come Sofia Federica Amalia, e pochi altri ancora come figlia del principe prussiano di Anhalt-Zerbst, però sicuramente tutti hanno sentito parlare di Caterina la Grande di Russia. Ebbene, Sofia sposò Pietro Fedorovic, futuro Pietro III di Russia e, dopo la sua deposizione e uccisione – giacché lo zar si rivelò stravagante e psichicamente instabile -, salì al trono come Caterina II, nel 1762.

Abbracciando le teorie illuministe, la nuova zarina proseguì l’opera di occidentalizzazione della Russia, mantenendo i contatti con Voltaire e Diderot. Ampliò i confini dell’impero e riformò l’amministrazione, seguendo le idee di Cesare Beccaria e di Charles-Louis de Montesquieu. Amava leggere altresì Machiavelli e Tacito, quest’ultimo con particolare interesse.

Grazie a lei, nacque la prima scuola femminile russa e una scuola di medicina, nonché ospedali e farmacie.

Purtroppo, dopo lo scoppio della Rivoluzione francese, Caterina II, timorosa che le idee rivoluzionarie potessero arrivare sino in Russia, si difese dietro posizioni conservatrici, frenando quello sviluppo economico e sociale che aveva permesso allo Stato russo avvicinarsi alle potenze europee.

L’imperatrice era un’appassionata scrittrice di commedie e drammi storici. I suoi primi lavori sono del 1772, in cui riproduce fedelmente l’atmosfera dell’epoca. Nello stesso tempo si occupava di arte, inviando agenti col compito di comprare in tutta Europa quadri e opere di famosi artisti, ospitandoli nell’Hermitage.

Su di lei si scrissero, e si scrivono, romanzi, saggi, spettacoli teatrali. La sua figura è ben nota al grande pubblico, anche per il fatto di essere stata una grande amante.


10 Risposte to “Caterina II la Grande di Russia”

  • marina

    Stavolta hai fatto bingo! Io amo molto Caterina di Russia. (L’ altro mio mito è Pietro il Grande). Tutti i grandi innovatori mi affascinano.
    Oggi ho scoperto che scriveva anche!
    ancora una volta grazie, marina

  • Carolina

    Ciao Gaspare,
    stai ripubblicando tutti i contenuti del vecchio blog su Splinder in queste pagine? Consiglio a tutti di leggere!
    Un caro saluto,
    Carolina

  • babilonia61

    Marina: anche a me piace la storia di Caterina, con i suoi fatti e misfatti; è affascinante. Un abbraccio.
    Carolina: alcuni post sono del tutto nuovi, altri sono riveduti, corretti e arricchiti, giacché non si finisce mai d’imparare. Ciao.

  • Stefi

    Grazie. Mi hai fatto ricordare con nostalgia le opere d’arte, fra cui moltissime italiane, che vidi all’Hermitage più di vent’anni fa!!..
    Purtroppo non ci fu abbastanza tempo per visitare tutto il museo..
    Ciao
    Stefi

  • babilonia61

    Stefi: quel museo è davvero grande per poter essere visitato in un giorno, ti capisco perfettamente… raccoglie un’infinità di opere d’arte davvero interessanti. Un saluto.

  • lauraetlory

    Grande amante e grandissima donna. Figure come la sua vanno ricordate. Grazie Rino.
    Laura

  • Conte Nebbia

    Amico mio, la prossima volta che avrò la fortiuna di rivederti ti regalerà “L’imperatrice Caterina” di Josef Von Stewnberg, con la sublime Dietrich nel ruolo dell’imepratrice: un’opera barocca, delirante, grandiosa come la sua protagonista. ti abbraccio

  • babilonia61

    Laura: è vero, è stata una grande amante, così come una eccellente donna di governo. Grazie a voi. Un abbraccio.
    Conte: è un onore averla in questo blog. Non conosco quel capolavoro che lei dice; in ogni modo sarò felice di riceverlo. Un abbraccio, nella speranza di presto rivederci.

  • Artemisia

    Le grandi donne della storia mi hanno sempre affascinato, non perche’ essere donne automaticamente significhi avere dei meriti in piu’, ma perche’ riuscire ad emergere in una societa’ maschilista significava avere veramente una marcia in piu’.
    Artemisia

  • babilonia61

    Artemisia: indubbiamente, essere donna ed avere una forte personalità in quei tempi non era cosa facile, meglio ancora se il destino avesse riservato loro la direzione di uno stato. Un abbraccio.

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