Ogni epoca della mia vita ha avuto la sua ragione d’esistere, definita da precise esperienze, determinati cammini, particolari letture.
Il primo libro che lessi fu un raffigurato Pinocchio, all’età di appena 6-7 anni, seguito da una serie di libretti illustrati, spesso d’avventura, che attiravano la mia attenzione di ragazzino: Salgari, Verne, e via dicendo. Con il passare degli anni, grazie alla scuola e alla mia buona insegnante di italiano e latino, scoprii Socrate, Orazio, Cicerone, Seneca, e dintorni; seguì il periodo poetico con Dante, Montale, Baudelaire, Pascoli, Prévert, Evtušenko, etc. Durante i miei studi universitari mi dedicai invece a ben altre materie.
I miei trent’anni andarono via deliziati da Borges, da Neruda, da Cervantes, Vargas Llosa, Moravia, Sciascia, Pirandello, Calvino, senza perdere di vista Hermann Hesse, Robert Walser, Goethe…
Il tempo passa, e ne sono felice!
Ora, valicati da un bel pezzo i quarant’anni, mi dedico per lo più a rileggere, ristudiare, riprendere ciò che risiede assopito nella mia memoria.
In tutto ciò c’è un filo conduttore, un velato filo che unisce i vari periodi di lettura: la Storia. La Storia è quella materia che più mi affascina, mi prende, mi conquista: non è mai passato un mese in tutti questi anni senza leggere un volume di storia, senza approfondire un definito periodo, un personaggio, un evento. E questi ultimi anni sono stati a lei dedicati.
Ogni libro ha la sua bellezza, la sua caratteristica, ci lascia un qualcosa di cui abbiamo bisogno. Ogni lettura ci migliora, ci serve, arricchisce la nostra cultura, il nostro modo di scrivere, ma anche di vedere la vita. Ogni rigo entra nella nostra mente e, statene certi, uscirà quando lo necessitiamo, basta solo essere aperti, come un libro.
Non posso dire che ho particolare preferenza per questo o per quell’altro. Tutti mi hanno dato e mi danno sempre ciò che cerco, specialmente se li rileggo due tre volte.
Flaubert, per esempio, riaperto qualche mese fa, ha riacquistato luce, fascino, simpatia.
Ecco un passo del suo elegante romanzo a sfondo storico Salammbô:
Accadde a Megara, quartiere di Cartagine, nei giardini di Amilcare.
I soldati che Barca aveva comandato i Sicilia si stavano concedendo un gran banchetto per celebrare l’anniversario della battaglia di Erice, e poiché il padrone era assente ed erano in molti, mangiavano e bevevano in piena libertà.
I capitani, calzati di bronzei coturni, stavano sul viale centrale sotto un velario di porpora a frange d’oro, disteso dal muro delle scuderie alla prima terrazza del palazzo. I soldati erano sparsi sotto gli alberi tra i quali si scorgevano numerosi edifici dal tetto piatto, frantoi, dispense, magazzini, forni, arsenali, e poi un recinto per gli elefanti, fossati per le bestie, una prigione per gli schiavi.
Rino, nella storia delle sue letture.
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Per me Flaubert è il più grande scrittore in assoluto. Ho il piacere di leggerlo nella sua lingua. Faccio la raccolta di Madame Bovary nelle varie traduzioni. Ciao.
Grande Flaubert, Rino. In ordine alla Storia, concordo con le tue considerazioni, sempre ponderate, sempre sensate. Penso t’interesserà leggere il mio penultimo post storico con molte immagini
Felicità
Ubaldo, lodando la costanza e la raffinatezza di Rino.
Rino: questa settimana devo “lavorare” a tre premi nei quali sono in giuria.
Poi vorrei dedicarmi anche ai viaggi temporali. Mi vergogno profondamente…
Su Flaubert: non sono mai riuscito a farmelo piacere. Non so perchè o percome. Tanto amo il suo erede/traditore Maupassant, tanto mi è sostanzialmente estraneo lui. Mi rendo conto della sua grandezza però (per usare una bellissima espressione siciliana) non mi fa sangue.
Un salutone da Luciano e Tatjana
Grandi letture, caro Rino. Falubert è un grandissimo.
E’ un po’ do tempo che mi riprometto di scrivere sui libri che hanno scandito la mia vita. Io ho cominciato a sei anni con l’Iliade (in riduzione, ovviamente), e da quel momento non ho più smesso.
A presto
Alberto: benvenuto e grazie per commentare. Purtroppo non leggo né scrivo il francese, per cui mi attengo alle traduzioni in italiano, che, certamente, non manifestano tutto lo splendore di Flaubert. Una buona serata.
Ubaldo: verrò immediatamente a leggerti, sono stato lontano dal tuo bel blog per qualche settimana. Un caro saluto.
Luciano: siamo ancora giovani, il nostro progetto può anche aspettare qualche mese. Per quanto mi riguarda, vi sono certi autori che non riesco a leggerli, per esempio il grande Thomas Mann e la sua Montagna incantata, avrò iniziato la lettura del libro almeno 5-6 volte e mai portata a termine. Chissà perché? Un saluto a te e, per favore, anche a Tatjana
Alessio: le letture giovanili hanno influenzato il mio modo di essere e mi hanno condotto, pian pianino, ad alte mete letterarie. In ogni modo, la storia resta la mia materia preferita. Un abbraccio a te e Margherita.
sai che ti dico? Salammbò mi manca; ma adesso me lo compro e me lo leggo
grazie, marina
Affascinante e delicato questo percorso letterario. Molti di questi autori mi hanno accompagnata e devo dire, come dici tu, rileggere non è poi tanto sbagliato.
Grazie a te.
Luisa.
Quando iniza l’estate e il caldo non induce al sonno leggo per ore prima di addormentarmi la sera.
Ho preso l’abitudine di mettere sul mio comodino due libri: un romanzo non impegnativo (giallo, avventura, poliziesco, noir…) e un romanzo importante letto in anni precedenti.
E’ stupefacente constatare come la rilettura per me sia sempre nuova. Sono diverse le chiavi di lettura: mi soffermo di più sul senso delle parole e persino della punteggiatura, rilevo frasi e significati che avevo colto in maniera superficiale…
Insomma caro Rino un buon libro, anche se già letto diverse volte, è sempre nuovo perchè siamo noi che nel tempo abbiamo modificato la nostra capacità percettiva.
Felice inizio settimana
Marina: sono sicuro non ti pentirai della compera. Buon pomeriggio solare.
Luisa: certo, sono libri che ci hanno accompagnato e ci accompagnano durante la nostra vita, compagni inseparabili. Un caro saluto.
Chirieleison: concordo, la rilettura, meglio ancora se più di una e in diverso periodo di tempo, apporta nuove scoperte, il testo diventa più chiaro, illumina come sole in estate. Vi sono libri, in particolar modo storici, che ho letto ben 4-5 volte e sempre trovo particolari che avevo dimenticato o mi erano sfuggiti. Cambia la nostra visione di vedere la vita, cambia il nostro modo di leggere, cambia il nostro vivere. Tutto è un continuo cambio. Un abbraccio.
La lettura dei libri di storia non è stato e non è il mio piacere, però, devo dirti, che come riesci ad avvicinarLa a noi semplici curiosi, è davvero stimolante e per certi versi fa rimpiangere l’occasione di averla approfondita meglio.
Un caro saluto Michele.
Michele: credimi se ti dico che sono davvero lusingato dal tuo commento. Cerco di dare ciò che ho, purtroppo è poco; in ogni modo percepisco e apprezzo la tua e degli altri stima nei miei confronti. Un saluto.
Anch’io ho fatto un piccolo resoconto delle letture che hanno segnato la mia vita
http://artemisia-blog.blogspot.com/2007/10/che-passione-la-lettura.html
ma niente a che vedere con la tua ricca biblioteca! Che testa devi avere! Ti ammiro molto.
Artemisia
Questo post esprime alla perfezione quello che tu sei che non so di preciso definire ma senz’altro qualcosa di particolarmente prezioso e raro da trovare.
un caro saluto
dona
Artemisia: ho semplicemente dedicato un ora al giorno, spesso qualcosa di più, alla lettura, a ciò che in verità mi piace fare. Un caro saluto.
Dona: grazie, mille e più volte grazie, non so cos’altro aggiungere a parte che cerco di dare quel poco che ho. Un abbraccio.