Sono passati 390 anni dalla defenestrazione di Praga del 23 maggio 1618, casus belli di una delle guerre più devastatrici della nostra Europa.
Praga, mercoledì, 23 maggio 1618.
I conti Jaroslav Martinić e Wilhelm Slavata, luogotenenti governatori nonché consiglieri del re cattolico di Boemia Mattia d’Asburgo (1557-1619), già sostituito dal suo successore Ferdinando II d’Asburgo (1578-1637), si trovavano nel Palazzo Reale di Hradčany, a Praga, essendo stati chiamati da alcuni aristocratici di fede protestante, che contestavano l’amministrazione del paese da parte dei cattolici. I due, insieme al loro segretario, tal Fabricius, erano restii a rispondere a certe domande dei nobili. Così, fra un interrogativo e un altro, una replica poco opportuna e un’altra, l’atmosfera si surriscaldò a tal punto che i tre uomini furono gettati da una finestra del Palazzo, cadendo su un mucchio di letame, senza ferirsi.
L’evento fu preso come pretesto dalle due parti: dai protestanti, che desideravano più libertà di culto e politica, dai cattolici, che vedevano l’occasione per allontanare una volta per tutte i protestanti che tramite il Trattato di Passau, ratificato nel 1552 da Carlo V, avevano ricevuto il permesso di esercitare la loro fede, oltre ad avere avuto una basilare autonomia politica.
Proprio Ferdinando II, cattolico zelante, re di Boemia (1617-1619) e imperatore del Sacro romano impero (1619-1637), fu un sostenitore della Controriforma, costringendo i suoi avversari a restrizioni imposte per legge. Di lui ricordiamo per l’appunto l’Editto di restituzione del 6 marzo 1629, editto che costringeva i principi protestanti a restituire alla Chiesa cattolica i beni sottratti in guerra. Cercava in tal modo di imporre la religione cattolica come unica fede dell’impero, tramite anche la loro espulsione e il divieto di professare altri culti. Per onore al vero, ricordiamo che l’editto non fu mai messo in vigore.
La tragica Guerra dei Trent’anni brucerà l’Europa dal 1618 al 1648.
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22 maggio 2008 at 9:06 am
e amalteo saluta
imparando
22 maggio 2008 at 10:33 am
Le guerre di religione non sono mai finite… purtroppo.
O forse non è finita la cupidigia umana che veste di religione la propria brama di conquista.
Un caro saluto
22 maggio 2008 at 12:45 pm
Esempio concreto e lungimirante sul potere che le religioni hanno sulla vita dei popoli. Può sembrare rozzo il comportamento narrato ma quanto meno è “vero”.
Ciao Michele.
22 maggio 2008 at 4:25 pm
Amalteo: Rino, visitanto e ringraziando Amalteo.
Chirieleison: personalmente definisco il tutto con il termine egoismo, l’uomo diventa egoista. E da lì tutti i misfatti della storia. Buona serata.
Michele: purtroppo le religioni hanno sempre influenzato l’uomo, la politica, il modus vivendi di un popolo, e quella cattolica non fa eccezione. Nel bene e nel male. Un abbraccio.
22 maggio 2008 at 6:14 pm
Rino, non ci crederai ma ho letto solo adesso il messaggio in PVT che mi hai lasciato il 6 aprile(!!!). Il fatto è che io non apro più quel blog perché l’ho chiuso e non sapevo che mi potessero scrivere in pvt, lo stesso.
Beh, adesso lo so, ma tu se devi o vuoi scrivermi, fallo al nuovo nick:
pattychiari.splinder.com
Complimenti per il tuo nuovo spazio!
Un abbraccio grande grande.
Patty
22 maggio 2008 at 6:34 pm
Carissimo Rino, l’umore migliora, piano piano.
Grazie del messaggio: ti ho sentito vicino.
Per fortuna le cose brutte della vita sono ben altre.
Un saluto, a presto
22 maggio 2008 at 6:49 pm
Dio gli episodi di defenestrazioni mi hanno sempre agghiacciato…
22 maggio 2008 at 6:52 pm
Patty: eccoti, benvenuta, sono felice rileggerti. Ricevi un forte abbraccio.
Alessio: grazie a te. Speriamo vederci presto. Una dolce serata a te e alla tua dolce metà.
Damiani: anche a me fanno un certo effetto. Interessante la serie di post che hai dedicato a Darwin. Un saluto serale.
22 maggio 2008 at 7:00 pm
Scriveva Thomas Hobbes:
“La condizione umana è uno stato di guerra di tutti contro tutti”.
Il tuo post, conferma quanto sopra citato.
Un caro saluto, Tiziana
23 maggio 2008 at 8:02 am
Lo so che è stato prologo di una carneficina, ma dalla prima volta che l’ho letto, questo episodio della defenestrazione mi ha sempre fatto ridere da pazzi.
E ancora adesso mi capita, vedendo certi personaggi politici, non mi viene da dire altro che . defenestriamoli!
marina, grata
23 maggio 2008 at 2:27 pm
Tiziana: eh, sì! Hobbes aveva proprio ragione. Buon pomeriggio.
Marina: mentre scrivevo il post, credimi, mi veniva di pensare a colui o coloro che defenestrerei oggi; inutile dirlo, lo sappiamo bene sia io che tu. Un abbraccio.
25 dicembre 2008 at 9:21 am
[...] – La defenestrazione di Praga e Ferdinando II d’Asburgo. [...]