16 Novembre 1632
Mattinata gelida nelle campagne di Lützen, piccola località a pochi chilometri da Lipsia, nella Sassonia tedesca.
Gustavo II Adolfo di Svezia si consulta con i suoi comandanti, discute, parla con risoluzione, poi dà l’ordine di attaccare il nemico, le truppe tedesche. Queste, comandate dal generale Albrecht van Wallenstein, sono già schierate in ordine di battaglia, pronte ad affrontare la sfida dei protestanti.
Siamo in piena Guerra dei Trent’anni, guerra che porterà distruzione e morte nell’Europa del XVII secolo, devastando campagne, facendo migliaia di vittime, lasciando risentimenti e brutti ricordi. Lotte religiose che causeranno un lungo periodo di crisi economica e sociale, riducendo addirittura la popolazione europea del 20%, calo dovuto, inoltre, all’epidemie, alla mancanza di cibo, ai saccheggi, alle devastazioni che ne seguirono
Gustavo Adolfo è re della Svezia, comandante delle truppe protestanti, grande condottiero e innovatore militare. Ha preparato un esercito di 19.000 soldati, di cui 7.000 cavalieri, e circa 60 pezzi d’artiglieria. Il nemico che gli sta di fronte è più numeroso e più forte, ha oltre 23-24.000 uomini, includendo le forze italiane, con un appoggio di 21 cannoni.
Nonostante l’inferiorità, grazie al suo genio militare, il re svedese vincerà lo scontro, però a caro prezzo: colpito da due colpi d’archibugio, morirà poco dopo.

e cosa si ottenne, alla fine di quella carneficina?
Aspettando che arrivi un tempo in cui la storia possa davvero insegnare qualcosa…
A presto
Unendomi a te lascio il mio saluto pacifista.
Dona
Il trasporto nella lettura è semplicemente… meraviglioso!
Grazie, Tizy
Sempre interessanti,
Giulia anche lei pacifista.
Carlo: m’illudo, un giorno, l’uomo possa davvero apprendere. M’illudo! Buona serata.
Dona: speriamo che le armi possano ben presto scomparire. Sarà vana la mia speranza? Un abbraccio.
Tizy: grazie per passare. Sono contento ti sia piaciuto questo post. Un caro saluto.
Giulia: I pacifisti siamo tanti, purtroppo basta un solo, un solo guerrafondaio e rovina la vita a tutti. A presto. Ciao.
Ci sono momenti della storia che appaiono uno spartiacque con i secoli successivi. Le guerra dimosravano, come tu ben racconti, come la forza militare era una scienza perfetta nonostante la quantità di uomini a disposizione.
Ciao Michele.
Ciao Rino, ti ho appena affidato per le mani una meme bollente… è solo che mi faceva piacere “premiarti”…
http://riciardengo.blogspot.com/2008/05/il-ritorno-del-meme.html
Michele: certamente, la guerra, quella guerra fu una delle ultime a carattere principalmente religioso – scontro protestanti cattolici -, da allora in poi le guerre, sembra, siano state per scopi – anche – politici. Una buona serata.
Riciard: benvenuto. Non ho letto il mio nome nel tuo blog. Sbaglio? Anche perché non saprei da dove cominciare. A presto.
pillola per pillola farai di me una persona colta!
grazie, marina
Ancora una volta impariamo dal nostro passato…
l’incipit è da brivido Rino!
Marina: spero che le pillole siano dolci :-) . Un carissimo abbraccio. P.s.: non puoi immaginare quanto io abbia appreso leggendo il tuo blog!
Damiani: carissimo, purtroppo anche oggi si combatte per fini che dicono essere religiosi… dicono! Buona serata.
La guerra è la lezione della storia che i popoli non impareranno mai abbastanza.
Questa non è mia, però… :)
Alessio: sarei contento se l’uomo potesse apprendere almeno una, dico una, lezione dalla storia. Il passo sarebbe da giganti. Un caro saluto.
La guerra è la più terribile invenzione umana.
Io insegno storia in un liceo e cerco ogni giorno di aiutare i ragazzi a capire l’importanza dello studio della storia e, soprattutto, dei suoi orrori (fin troppo numerosi!), per costruire, loro che sono il nostro futuro, una società migliore. Conoscere la Storia è forse l’unico modo che ci resta per non commettere sempre gli stessi errori , che come nel caso da te ricordato, sono spesso frutto di ignoranza e superstizione.
Aura: benvenuta e grazie per commentare. Ben dici, e concordo con te sull’importanza della Storia e dell’insegnamento, lo ripeto spesso nei miei articoli, sia su codesto blog che sulle riviste in cui mi ospitano. Un felice pomeriggio.