Ci sono quadri dedicati a temi religiosi, altri che trattano di personaggi più o meno famosi, poi ve ne sono altri ancora che rappresentano, come fossero fotografie, scene e particolari di un momento di vita quotidiana da cui si possono trarre interessanti informazioni.
Un pittore che si occupava di temi popolari era indubbiamente Pieter Bruegel il Vecchio (1525 ca.-1569), famoso per i dipinti della campagna fiamminga, alcuni dei quali rappresentano il vero, e buon amico di Abraham Ortelius e del pittore e mercante di stampe Hieronimous Cock.
Vi propongo tre dipinti in cui, facendo attenzione ai dettagli, si possono notare avvenimenti caratteristici del XVI secolo.
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da evidenziare che in una famiglia contadina del ‘500, nel matrimonio venivano invitate non più di una ventina di persone, per cui, se guardiamo la parte sinistra del quadro, notiamo diverse figure che sbirciano l’evento, evento semplice, popolare. Musicisti, vino, scodelle di polenta e pasticcio d’avena allietano gli sposi e i banchettanti.
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rappresenta il mese di dicembre, freddo, innevato. Il quadro, a mio avviso, risalta per l’atmosfera di silenzio che invade la natura, quella natura che domina il Brabante di Bruegel, oggi provincia dei Paesi Bassi. Nello sfondo, le montagne del sud. Il dipinto è movimentato dagli uccelli in volo.
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questo vivacissimo quadro rappresenta un momento di diversione popolare. Gente che beve, suonatori di cornamusa, contadini che si baciano, persone che ballano, altri che corrono, insomma una fotografia di una festa di paese, paese caratterizzato, oltre che da case, anche dalla chiesa che chiude il fondo. Da notare gli abiti dell’epoca.



amalteo guardando ed osservando i tuoi dettagli
secondo te ci sono affinità tematiche ed artistiche fra bruelgele bosch?
amalteo guardando ed osservando i tuoi dettagli
secondo te ci sono affinità tematiche ed artistiche fra bruegel e bosch?
Amalteo: in un certo senso Bruegel fu influenzato dal Bosch, anche se i temi ricorrenti di Bosch erano quelli dedicati all’umanità, alla sua redenzione, redenzione che doveva venire dall’esempio dei santi, della loro vita. In Bruegel, quanto meno nei quadri della sua maturità, abbiamo l’espressione della quotidianità, del vivere del XVI secolo. Stilisticamente sembra che quest’ultimo si sia ispirato al primo e lo si vede nei suoi primi dipinti, palese nel Trionfo della morte. Insomma, a mio avviso, ci sono certe affinità sia stilistiche che tematiche. Una buona domenica.
guardando questi quadri, seppur con la limitazione che lo schermo impone, si sente del calore anche in quello invernale nonostante i colori freddi che come deve essere lo caratterizzano, l’atmosfera e’ sempre un po’ ovattata.
un caro saluto
Dona
Io amo Bruegel il Vecchio, i suoi quadri sono veri e propri film da seguire con passione. Raccontano delle storie, è per questo che mi piacciono.
grazie, marina
Bosch è inquietante, almeno per me.
Aveva una fantasia un tantinello malata
Dona: quando un pittore riesce a esprimere i suoi sentimenti tramite un’armonica composizione di colori, solo allora i quadri riescono a colpire il nostro intimo più profondo, ecco che il quadro sembra parlare. Bruegel seppe farlo davvero bene. Grazie per passare.
Marina: anche a me piace più Bruegel che Bosch, quest’ultimo mi appare distante dalla mia forma di vedere e sentire l’arte. Tuttavia Bosch fu un grande del suo tempo. Un abbraccio.
Delle vere e proprie istantanee, preziose sia in quanto opere d’arte sia come documenti storici ineguagliabili.
Bruguel fu molto vicino alla nostra sensibilità, per la sua epoca un grande innovatore.
Un caro saluto a te, Rino.
Carlo: è vero, Bruegel aveva una sensibilità tutta sua, particolare, anche perché sapeva cogliere i veri sentimenti del popolo. Un caro saluto.
Cercando una riproduzione di un quadro del Bruegel il Vecchio mi sono imbattuto nel Suo sito e non ho resistito. La riproduzione mi serve per un post. Ne ho approfittato. Naturalmente citerò la fonte al momento della pubblicazione, sempre che nulla osti. In caso contrario eliminerò immediatamente la fotografia.
la ringrazio fin d’ora della sua comprensione e della gentilezza che vorrà usarmi.
Cordialmente
CapeH
Capehorn: può benissimo usare il testo, citando la fonte, per quanto riguarda le foto non ho nessun diritto in esse, penso siano di pubblico dominio, salvo casi contrari. Grazie per la sua correttezza. Una buona giornata.
Caro Rino,
rileggendo questo post dell’anno scorso (apprezzo sempre molto il tuo richiamare la memoria di lettori così disattenti come me) e rivedendo le immagini ho ricordato che, da ragazza, mi capitò di “ricostruire” un puzzle che riproduceva proprio i “Cacciatori nella neve”.
Ora rifletto come, questa attività, dovrebbe abituare a focalizzare l’attenzione sui particolari, per ricostruire a poco a poco gli insiemi e giungere, infine, al godimento dell’opera completa. Ricordo che, chissà poi perchè, pensavo che le due chiazze chiare nel piano fossero dei laghetti ghiacciati.
Sarà stata la placida scena di vita, i colori tenui dell’inverno, e/o la tranquillità, il rilassamento ed il distacco che procurano il ricomporre un puzzle ma trovai estremamente piacevole, alla fine, ammirare quella opera.
Mentre non ricordavo i particolari dei contadini sull’uscio, ed altri che sono andata immediatamente a cercare nella tua ultima opera, dove ho trovato i dettagli persi..
Come sempre grazie.
Stefania errante nella Storia nell’Arte.
Stefi: c’è una cosa in particolare che appassiona me stesso: la rilettura di certi testi, il rivedere certi quadri, il ripassare dettagli e particolari che, a volte, sfuggono. Per tale motivo, dedico sempre parte del mio tempo a ri-esaminare i miei studi, sia perché è cambiato il mio modo di vedere e di capire, sia perché qualche autore apporta nuove conoscenze, sia perché la memoria inizia a ricordare meno. Grazie del tuo gradito commento. Un abbraccio.