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May 162008
 

Ognuno di noi quando viaggia si porta dietro una serie di oggetti per la cura personale, prepara gli indumenti, scarpe, vestiti, magliette, inoltre un buon profumo, spazzolino da denti, dentifricio, qualche medicina, insomma ciò che usualmente adopera durante il quotidiano vivere.

Stessa cosa facevano i nostri avi, per lo meno coloro i quali viaggiavano con una certa frequenza.

Stamani sono andato a sbirciare, a indagare, a curiosare le suppellettili di Filippo II (1527-1598 ) di Spagna, figlio di Carlo V e di Elisabetta del Portogallo.

Era il marzo 1564, di ritorno da Barcellona, dove era andato a ricevere i nipotini Rodolfo ed Ernesto d’Asburgo – figli di sua sorella Maria -, il re aveva fatto scaricare ben 17 muli, muli che trasportavano gli oggetti personali dal quale raramente si separava:


- collezioni di reliquie provenienti da paesi lontani;

- monete, medaglie, pietre preziose, spartiti musicali;

- un organo portatile;

- libri;

- spazzolini da denti di avorio intarsiato con l’oro e relative custodie;

- ciotole per dentifricio in polvere o in pasta;

- spazzole per pulire capelli, unghie, lingua;

- forbicine di vario tipo;

- spugnette;

- un bel calice d’argento per i purganti;

- una cassetta contenente le sue medicine, fiale di corno di rinoceronte, corallo, ambra;

- un orinale in vetro di Murano.


Sicuramente mi sarà sfuggito qualcosa, ma la piccola lista ci orienta sulle usanze di un re, di un’epoca, di un periodo che ha caratterizzato la nostra storia europea, ci porta, fra le altre cose, a riflettere su quei legami che, dal passato, continuano ancora oggi, usanze e costumi difficili a tramontare.

*****

Maggiori informazioni su Filippo II in: G. Armato, Passeggiando per la storia.

Comments

  6 Responses to “Suppellettili di viaggio di Filippo II”

  1. Ragazzi e come si faceva allora a ottimizzare lo spazio?

    ;)

  2. Ah! que maravilla Don Babilonia, me imagino esos baules de fino cuero y herrajes de bien tener donde llevaban todo el menaje necesario para un largo viaje.
    Me hubiera gustado vivir en aquella epoca para poder llevar siempre conmigo mi caballete de pintura y tener a alquien que me ayudara con los pinceles…
    Siempre interesante y agradable leer a vuestra merced.
    Cata, la doncella del blog de al lado.

  3. Damiani: certo, ottimizzare lo spazio. Mi hai fatto sorridere. Buona serata.
    Cata: mucho tiempo sin leerte. Aquellos baules eran pero dedicados a contener oro, plata, a ser rellenados de cosas preciosas, hasta de libros raros, objetos curiosos que se podian vender en Europa. Gracias por pasar. Un beso, cariño.

  4. Non smetto di stupirmi su come riesci a trovare la storia nella Storia e a rendercela, così, tanto umana, tanto vicina

    un abbraccio

    Sara

  5. Filippo II ! Questa singolare figura di re e di uomo, vista nella quotidianità delle sue abitudini! Come è più vivo e reale per chi si accosta alla storia un approccio come questo! Un re, che nel suo corredo personale, aveva collezioni di reliquie e le portava con sè persino nei suoi viaggi! Già questo fatto , ai ragazzi ad esempio, parlerebbe subito della personalità di Filippo e li iintrodurrebbe nello spirito giusto per capire dopo lo stile dell’Escoriale…. o accogliere comprendendole fin nel loro profondo valore le ultime parole dal re pronunciate in fin di vita…. Senza poi considerare che “informazioni” come queste da te qui riportate ci testimoniano l’umanità e l’attualità dei gesti e delle scelte operati dagli individui che hanno scritto pagine di storia!
    Sempre grazie a un amico e a uno storico garbato e sapiente come te!

  6. Rosalia: è vero, ben dici, a volte bastano particolari come questi per spingere i ragazzi ad approfondire e indagare. Prendere un particolare per analizzarlo, passando poi all’universale e considerare l’insieme come prodotto di singole parti: un percorso che dovrebbe incuriosire. Buona giornata. Grazie.

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