I bauli coloniali spagnoli

Vi sono oggetti che hanno una loro epopea, una loro leggenda, una loro vita, fanno parte di avvenimenti che hanno caratterizzato determinate epoche, contrassegnando quella parte della storia che pochi studiano, perché ritenuta di scarso valore, eppure, se visti sotto un diverso angolo, hanno un pregio inestimabile nella comprensione di un insieme.

A partire del XVI secolo – siamo durante il regno di Filippo II -, dopo la scoperta dell’America, le navi spagnole provenienti dal Nuovo Mondo ritornavano nella madrepatria cariche di oro e preziosità. Tali oggetti erano custoditi in bauli fissati al suolo nella santabarbara della nave, proprio al piede dell’albero maestro. Dette casse solitamente avevano tre chiavi, ciascuna posseduta da tre diverse persone: una la conservava un Colonnello, un’altra un Tenente colonnello e l’ultima era nelle mani di un depositario eletto dal Capitano del reggimento. Solo in presenza dei tre si poteva aprire il forziere.

Quello della foto, conservato nel Museo militare di Siviglia, è uno dei 5 famosi bauli costruiti in Germania, a Norimberga, centro della metallurgia europea del ’500. Era di metallo, di circa 40 cm. di larghezza, per 90 cm. di lunghezza e 60 cm. di altezza. La caratteristica era il complicato ed elaborato funzionamento che consisteva in nove chiusure. Inoltre, per aprirlo bisognava inserire le chiavi nella parte superiore del coperchio, in serrature nascoste dietro falsi chiodi o adorni.


 


7 Risposte to “I bauli coloniali spagnoli”

  • Dona

    Davvero interessante l’attenzione che l’oro ha da sempre suscitato e l’ingegno dell’uomo che si e’ sviluppato a conservarlo.
    Un caro saluto
    Dona

  • lauraetlory

    Bel post, ma con te non e’ una novita’, giusto? :-)
    Pero’ mi rendo conto che Lauraetlory sono state dimenticate nel blogroll. Ohibo’, come mai? Non ci vuoi piu’ bene?
    Laura, ovviamente scherzando.

  • babilonia61

    Dona: pensare che quell’oro proveniente dalle Nuove Terre servirà anche per allestire eserciti e preparare guerre. Buona serata.
    Laura: grazie per passare. Forse trascrivendo tutti i miei vecchi link mi sono dimenticato di voi. Ho rimediato al lapsus calami. Un abbraccio a voi due.

  • amalteo

    amalte, curiosando nei bauli

  • Roberto

    Ciao Rino,

    leggere il tuo post mi ha fatto ricordare la tradizione di tenere ai piedi del letto matrimoniale un baule con dentro la biancheria, come facevano i miei nonni nella “casa di fuori” in un piccolo paese del centro Italia.
    Scusa il riferimento personale che non c’entra molto, ma mi faceva piacere condividere questa sensazione con te e con gli altri.
    Ovvi, i complimenti x il blog.

    Roberto.

  • babilonia61

    Amalteo: la curiosità è alla base del sapere, complimenti. Buona serata.
    Roberto: benvenuto e grazie per compartire le tue idee. In ogni caso, il baule è stato sempre un mezzo per condividere le proprie cose. Ricordiamo le doti delle fanciullle del XV e XVI secolo – ma anche dopo – che venivano poste, per l’appunto, nei bauli, bauli che poi verranno trasportati in casa del futuro marito, quasi come fosse una festa. Ciao.

  • chirieleison

    Questi bauli erano gli antesignani delle cassaforti di oggi.
    E del resto contenendo oro e gemme preziose dovevano per forza essere supercustoditi.
    Sempre utili questi tuffi nel passato
    Un caro abbraccio

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