Ebbene, sissignori, confesso che sono curioso, forse troppo, mi piace indagare, soffermarmi su dettagli, scoprire particolari, analizzare un insieme, non posso farci nulla è più forte di me. E più ancora mi diletta ritornare su certi argomenti per approfondirli.
Proprio ieri ho ripreso in mano un libro di storia dell’arte, uno di quei libri riccamente illustrati e, aprendolo a caso, mi sono imbattuto in questo splendido dipinto di Jan Steen (1625-1679): Festa di San Nicola.
Conoscevamo Jan, pittore di quadri a sfondo storico, di lui avevamo analizzato il mese scorso la Gioiosa compagnia e La Lussuria.
La presente tela rappresenta, in una stanza in leggera penombra, un momento domestico nel giorno di San Nicola, 6 dicembre, in cui si distribuiscono i doni.
Ciò che a noi interessa è la storicità dell’evento, del quotidiano della società olandese del XVII sec.
Attento osservatore degli usi e costumi fiamminghi, Jan Steen ci descrive una tradizione tipica della sua terra, tradizione in cui si lodano i buoni bambini e si puniscono lievemente gli altri. Ecco quindi l’allegria di alcuni che ridono e scherzano, di altri che piangono e sono tristi, mentre gli adulti elargiscono doni e parole, il tutto in un ambiente leggermente disordinato e pieno di gente. Elegante il pavimento che adorna la casa. Il quadro ci appare movimentato, leggermente umoristico, pieno di particolari.












13 maggio 2008 at 4:04 pm
grazie Rino, che i post su Steen me li sento quasi dedicati a me :*
13 maggio 2008 at 4:29 pm
Ancora uno spunto sociologico da una grande opera pittorica…
solo tu ne sei capace Rino!
13 maggio 2008 at 5:42 pm
Mi fa tenerezza il ragazzo cresciutello con il cappello e i lunghi capelli biondi… insomma sembra voglia dimostrare di essere grande con la mano in tasca come a mostrare un certo distacco dalla compagnia mentre l’altra non puo’ far altro che asciugare le lacrime perche’ ancora cosi’ cresciuto non e’
13 maggio 2008 at 5:57 pm
Sempre interessante leggerti…sempre emozionante e sempre sorprendente…
13 maggio 2008 at 6:17 pm
Adamo: grazie per passare, sono contento ti piacciano questi post. Un caro saluto.
Damiani: mi limito ad osservare, cercare di capire, riassumere. Una buona serata.
Dona: interessante considerazione. Guardando con attenzione si possono notare particolari che a primo acchito sfuggono e che sono importanti per studiare un’epoca storica. Un abbraccio.
Io e papperina: grazie a te per commentarmi. Vengo spesso a leggerti, silenziosamente. Un forte abbraccio.
13 maggio 2008 at 7:54 pm
bellissima l’opera di Steen…mio padre si chiamava Nicola, Festeggiavamo il 10 settembre…san Nicola da Tolentino
14 maggio 2008 at 11:44 am
Un ritratto domestico di una famiglia normale e quel colore di sottofondo che è molto particolare (quasi buio!!!!)
Ciao Michele.
14 maggio 2008 at 1:00 pm
Stavo per fare la stessa osservazione di Dona. Si vede che come mamme siamo portate ad notare le stesse cose.
14 maggio 2008 at 1:24 pm
Francesca: grazie per commentare. Un buon pomeriggio.
Michele: la famiglia che Steen rappresenta è una famiglia borghese, più o meno benestante, ed è la famiglia tipica di quegli anni. Un caro saluto.
Artemisia: certo, come mamme cercate, giustamente, di cogliere particolari che magari a noi uomini sfuggono. Grazie. Un abbraccio.
14 maggio 2008 at 1:57 pm
Grazie per i tuoi complimenti. Speriamo che, finito il progetto, possa di nuovo avere tempo per deliziarmi col tuo blog. Ormai irrimediabilmente malata d’umano, quanto di profondamente umano trovo in quel quadro!