Carlo V e la Pragmatica Sanctio del 1526
10 Maggio, 2008 di babilonia61
Gli arabi giunsero in Spagna, attraversando lo Stretto di Gibilterra, nell’anno 711, sconfiggendo l’ultimo re visigoto spagnolo, Roderico. In poco tempo s’impadronirono di tutto il territorio, abitandolo fino al XV secolo, fino a quando, con la conquista di Granada nel 1492 da parte degli spagnoli, furono vinti quasi del tutto. Coloro che decisero restare furono obbligati a sottostare a determinate norme, che col passare degli anni s’indurirono.
Il 7 dicembre del 1526, Carlo I re di Spagna, che meglio conosciamo con il nome di Carlo V, emanò dei regolamenti, pragmatica sanctio, che i mori, tuttavia residenti nei territori iberici, dovevano rispettare.
Fra le altre cose leggiamo:
si vietava:
- vivere a meno 10 leguas (50 chilometri) dalla costa - affinché non avessero opportunità di aiutare i pirati berberi -;
- circoncidersi;
- riscattare schiavi musulmani;
- portare armi;
- utilizzare nome arabi e chiamarsi mori fra loro.
si obbligava:
- sposarsi davanti un notaio veramente cristiano;
- pagare speciali tasse;
- mangiare carne uccisa da un vero cristiano;
- lavorare gratis un giorno all’anno nelle terre di un vero cristiano.
Rino, investigando.









Se non ricordo male, proprio sotto Carlo V, in seguito alla riconquista dei territori precedentemente occupati dagli arabi a Cordova fu parzialmente distrutta la meravigliosa Moschea (ho ancora vive nei ricordi le immagini delle alte colonne sovrastate da tre serie di archi) per fare spazio alla cristiana cattedrale. In particolare ricordo un coro ligneo (comunque di pregevole fattura artistica) che, con la sua imponente e scura presenza, stonava in quell’ambiente sobrio ma non meno bello. Allora pensai che il clero, volendo riaffermare la propria supremazia cristiana, aveva violentato un’opera d’arte di notevole valore, pur anche simbolo di una cofessione diversa. Leggendo la targa posta a lato del coro, mi rimase impresso il nome di Carlo V che, associai per sempre a quell’obbrobrio.
Carlo V fu un re che seppe conciliare e unificare l’uomo del medioevo e l’uomo del rinascimento così scriveva Chabod in una interessante biografia.
Certo sarà stata opera ardua e significativa.
Personaggio da studiare meglio soprattutto nelle nostre scuole.
Ciao Michele.
Se non sbaglio, la prima “Prammatica sanzione” fu emanata dall’imperatore bizantino Giustiniano dopo la Guerra Gotica (che permise di conquistare l’Italia all’impero bizantino).
Non concordo del tutto con Stefi: sempre meglio tentare di comprendere che giudicare “obbrobri” fenomeni che forse sono tali solo in apparenza. Teniamo presente che gli Arabi non hanno occupato la Spagna distibuendo margherite e abbracci…
Chabod ha effettivamente scritto un capolavoro, anche se forse dedicato più alla realtà sociale ed economica italiana (Milano in particolare) che alla figura dell’Imperatore. Comunque una lettura fondamentale.
Scusa, Rino, se ho commentato i commenti, ma avevo già espresso tutte le mie impressioni su questo post, quando, ancora giovani :), bighellonavamo in quel di splinder…
Un saluto a te e ai tuoi colti commentatori
Stefi: ogni nuovo dominio, ogni nuova causa politica, religiosa, sociale ha sempre cercato di distruggere le evidenze del passato storico, eccezioni non fecero i musulmani, i turchi, i cattolici, gli arabi, Carlo V, così come nell’epoca contemporanea abbiamo lampanti esempi sia nell’arte, che nell’architettura, ma anche nell’ordine sociale. Personalmente cerco di non criticare il passato, ma di analizzarlo e vederlo con gli occhi di coloro che lo hanno vissuto. Grazie per passare. Buona serata.
Michele: teniamo presente che Carlo V fu personaggio che vide e partecipò a eventi chiave della storia europea, ma anche americana. Indubbiamente, è un personaggio da approfondire, poledrico e figura chiave per capire quel meraviglioso XVI secolo. Un saluto.
Stefano: credo nel 554, in seguito alle guerre greco-gotiche. A presto leggerci.
Alessio: grazie per aiutarmi. Concordo, e mi sembra che siamo sulla stessa linea storica, in quanto cerco di analizzare con gli occhi di chi visse l’evento, con la loro mentalità, con quella dei loro tempi, del loro modo di vedere la vita. Una buona domenica. P.s.: proprio così, bighellonavamo in quel di splinder.
Penso sia importantissimo per un narratore raccontare senza dare particolari giudizi cercando di raccontare immaginando lo spirito con cui i fatti successero… mi sembra che in questo ci riesci ottimamente.
un caro saluto
Dona
Non l’avevo specificato, i miei ricordi ed i “giudizi” riportati risalgono a circa 30 anni fa…oggi, con assai più esperienza, le analisi sono diverse.
Grazie.
Dona: concordo con te, giacché, a mio avviso, la critica porta a ben poco, mentre è l’analisi ex-partis che aiuta a capire, a comprendere, a dettagliare un determinato evento storico. La mentalità e gli usi e costumi dell’uomo del 2000 difficilmente riescono a capire il perché di certe soluzioni, così come l’uomo di domani dirà che oggi eravamo poco saggi. Una buona domenica.
Stefi: indubbiamente hai ragione quando dici che col passare degli anni le analisi sono diverse; gli errori del passato - se errori si possano chiamare- aiutano a decidere meglio. Ti confesso che anche a me vengono pensieri rari e curiosi, come per esempio mi soffermo a pensare del perché gli arabi rimasti in Spagna dovevano consumare solo carne uccisa dai cristiani. Poi analizzo che siamo nel XVI sec. e che i costumi di allora non sono quelli di oggi. Eppure, ancora oggi vi sono regole e regolette… insomma… Grazie per partecipare. Un caro saluto.
Già!
Ti chiedo ancora poco della tua pazienza.
Anche se capisco che la tua ultima osservazione vuol solo essere un esempio o meglio una metafora, permettimi una riflessione che pone a me alcuni interrogativi, visto che la curiosità ormai mi si è accesa.
Mi sembra che il Corano preveda, fra i tanti, alcuni precetti, quali la circoncisione e la macellazione degli animali ad uso alimentare secondo determinate regole, che sono dei veri e propri obblighi per chi professa fede islamica.
Quindi lo scopo di alcuni dei divieti citati sembrerebbe ovvio.
A questo punto della storia che effetto hanno avuto tali regolamenti?
Hanno forse ottenuto l’effetto di scoraggiare il permanere degli arabi? Si sono registrate migrazioni o forse molti di quegli arabi hanno accettato le nuove regole?
Grazie per la pazienza e buona settimana.
Stefi: generalmente i divieti erano per indurre gli arabi a convertirsi alla religione cattolica, così come quando nel 1492 gli ebrei vennero schiacciati dalla Spagna e alcuni di loro, desiderando restare, dovettero cambiare nome e battezzarsi. A volte era solo apparenza, nel senso che restavano ebrei o musulmani interiormente, praticando in segreto i loro culti, mentre nella vita si sforzavano di seguire le leggi imposte. Purtroppo il vincitore impone leggi per schiacciare la cultura del vinto - con le dovute eccezioni storiche -, per dimostrare che la sua è migliore, superiore. Inoltre, dietro tutto ciò ci sono anche interessi economici. Visto che gli arabi avevano gran parte del commercio in loro mano, era logico fare una legge che li tassasse maggiormente. Per esempio non potevano commerciare con gli schiavi, fonte di guadagno non indifferente dell’epoca - ricordiamo i famosi bagni del nord Africa che ricevevano e smerciavano migliaia di questi poveri esseri. Insomma, così come allora, così come oggi, mi permetterei di dire.
Ti ringrazio, sinceramente, per il tuo interesse, mi stimola a ricordare le mie letture e mi permette condividere il poco che so. Una buona settimana. A presto.
[...] V – di cui abbiamo già trattato certi aspetti del suo governare (qua e qua) - era un convinto oppositore di costoro, era contro le nuove dottrine che in quegli anni [...]
grazie , rino, per queste lezioni di storia.
sento di provare riconoscenza per carlo V che ha contribuito a bloccare la penetrazione dei musulmani in europa.
la loro è una religione disumana. sottomissione a un dio inconoscibile e neppure rappresentabile …
terribile
a rileggerti
Interessante sia il post che la discussione con Stefi.
Amalteo: in ogni modo, non mi sembra sia colpa delle religioni; a mio umile avviso, è l’uomo che mal interpreta le Sacre Scritture, qualunque esse siano. Buona giornata.
Artemisia: grazie a te per essere presente, anche un piccolo commento mi fa capire che c’è qualcuno che mi segue e mi dà forza per continuare. Un abbraccio.
caro rino
io (che purtroppo non ho alcuna fade religiosa) tento di leggere le differenze fra le religioni .
quella cristiana, basata su un dio che si fa uomo per la salvezza degli uomini, mi appare molto più vicina.
non potrei dire la stessa cosa della religione guerriera di maometto
Amalteo: purtroppo in nome del loro Dio si sono combattute guerre, calpestate intere nazioni, ucciso migliaia di innocenti,… a mo’ d’esempio ricordiamo la fatidica Guerra dei Trent’anni. Insomma, siano essi cattolici o musulmani o sikhs, e via dicendo, non hanno saputo e non sanno ancora oggi cogliere il vero significato delle loro scritture. Grazie. Una buona serata.