L’elezione di Carlo V (1500-1558 ) a imperatore del Sacro romano impero non fu cosa facile. Fra gli avversari più forti che si opponevano a lui è da ricordare Francesco I, re di Francia che desiderava in qualunque modo e maniera essere preferito, giacché se Carlo fosse stato eletto, il suo regno si sarebbe trovato circondato dagli Asburgo e in continuo pericolo. In un primo momento Francesco sembrava avere l’appoggio dei più, di quasi tutti i sette elettori – gli arcivescovi di Magonza, Treviri e Colonia, il margravio del Brandeburgo, il duca di Sassonia, il conte del Palatinato renano e il re di Boemia -, e finanche del papa Leone X.
Eppure, Carlo V riuscì a ribaltare la campagna elettorale a suo favore tramite la corruzione, la propaganda e la minaccia di ricorrere alla forza. Fra i tanti particolari che risaltano alla vista ve n’è uno che più degli altri spicca: la banca Fugger gli diede un aiuto finanziario da non sottovalutare. Si dice che l’imperatore avesse investito nell’operazione oltre 835.000 fiorini, di cui il 65% proveniente proprio dai Fugger, mentre il restante 35% dai Welser - anch’essi finanziatori tedeschi - da banchieri di Genova e di Anversa.
C’è una figura che caratterizza la vita di Carlo V: la zia, quella zia che lo sosterrà sia durante l’elezione a imperatore, sia nei momenti difficili, zia che lui amava forse più della madre. Margherita d’Austria (1480-1530) era una donna di una rara intelligenza e di un’abilità diplomatica non comune, era inoltre governatrice dei Paesi Bassi. In una delle tante lettere scritte al nipote, possiamo leggere i consigli che codesta inviava al futuro imperatore:
Sire, la faccenda della Vostra elezione è stata a lungo discussa da noi e dai signori di Nassau e de la Roche e siamo effettivamente dell’opinione che vi siano due modi con cui potete volgere a Vostro favore la scelta degli elettori: il primo è il denaro […] e il secondo, Sire, è la forza. I francesi hanno chiaramente deciso di ottenere l’impero sia grazie al favore con cui è visto Francesco sia con il denaro e la forza. Quanto a quest’ultima, siamo informati che essi si stanno preparando dovunque. Carlo di Gheldria sta raccogliendo un gran numero di cavalieri e di fanti e ammassando un contingente armato dalla Bassa Germania. In altra direzione il re di Francia fa introdurre piccoli gruppi armati in Italia allo scopo, corre voce, di essere incoronato a Roma in caso di sua elezione o anche se le cose andassero diversamente. E, ancora, Francesco tratta assiduamente con gli svizzeri per unire queste forze con quelle del duca di Württemberg. Dal momento che Francesco intende usare la forza, deve essere affrontato con gli stessi mezzi. Noi crediamo, Sire, che dovreste organizzare un grande esercito da inviare in Rossiglione e un altro in Navarra. E inoltre dovreste trovare il modo di trattenere l’esercito della lega sveva sin dopo l’elezione […] e di convincere gli svizzeri. Facendo questo, Sire, la Vostra fama e la Vostra reputazione aumenteranno in tutta la Germania e questo gioverà ai Vostri affari e susciterà timore nei Vostri nemici. Da un lato trattenendo l’esercito della lega sveva, dall’altro servendoVi di un buon comandante in capo come Franz von Sickingen, potete fare sì che gli elettori non scelgano altro principe che Voi. (1)
Carlo V veniva eletto imperatore del Sacro romano impero nel 1519, aveva appena diciannove anni.
Rino, nei modi e costumi che persistono.
1. M. Le Glay, Négociations diplomatiques entre la France et l’Autriche, Paris, 1845, vol.II, pp.322-324









grazie, come di consueto, per le tue ricerche nelle pieghe della storia.
è da tempo che mi riprometto di studiare a fondo il ‘500. ma su di me incombe pesantemente il presente e così rimando.
ho un vago ricordo che fu carlo V a cominciare la difesa dell’europa, dopo che ormai le orde musulmane avevano conquistato la spagna, erano arrivate a parigi e a vienna. insomma stavano anticipando il loro imperialismo, attualmente rinverdito dal fondamentalisno del califfato di al quaeda
ma forse faccio qualche confusione di decenni.
provvederò a colmare le mie vaste lacune
Amico Rino, andavo proprio giù di non poter leggerti, imparando tante belle cose della storia mondiale, poi ho avuto l’idea di chiedere qualche informazione a Ubaldo e eccomi qui. Che gioia.
Visitando Rino, Fatima
Sempre unico caro Rino.
a proposito, citi i Fugger.
Non posso non pensare al grande ruolo che le più importanti famiglie di banchieri hanno avuto nel determinare gli eventi storici.
A volte dei ruoli addirittura più importanti dei “protagonisti”
Un caro saluto a te
Un volta tanto i politici di oggi hanno imparato qualcosa dalla storia: appoggiarsi sempre ai Fugger del momento
Amalteo: più o meno, anche se in Spagna non c’era dominio arabo ai tempi di Carlo V, pur sempre rimaneva una cultura araba e piccole sacche, pochissime in verità; in Francia avevamo Francesco I, poca traccia dei turchi, solo nel porto di Marsiglia il Barbarossa terrà una base, grazie a Francesco I, per le sue escursioni piratesche; gli attacchi a Vienna saranno nel 1529 e nel 1683, … insomma la Storia è davvero interessante. Grazie e buona giornata.
Fatima: benvenuta e grazie per cercarmi, verrò a visitarti quanto prima, in questi giorni sono impegnato a fare da guida turistica a un gruppo e ho avuto e avrò poco tempo da dedicare al blog. Un abbraccio e a presto leggerci.
Carlo: Fugger, Welser, banche, banchieri, soldi: il dio denaro gioca con noi e noi siamo marionette nelle sue mani. Un abbraccio.
Mio caro Alessio, beh! quanto meno qualcosa hanno appreso dalla Storia! Chissà se nel bene o nel male! Buona giornata.
Caspita che donna questa”zia”, una vera stratega, del resto era ancora cosi’ giovane il nipote che di sicuro non poteva avere molta esperienza. 19 anni e gia’ imperatore del Sacro romano impero… diciamo che i nostri politici sono un pelo piu’ attempati
Un caro saluto
Dona
In gamba davvero la zia! Un bel successo quello di Carlo V e senza possedere neanche una rete televisiva
Ciao carissimo, invito te e i tuoi lettori a farmi visita nel mio nuovo blog dedicato alla Seconda Guerra Mondiale e che conterrà, oltre ad altri documenti e resoconti, un diario inedito di un partigiano.
http://memoriediunpartigiano.wordpress.com
Un saluto
p.s. Tra qualche tempo darò vita ad un blog gemello dedicato alla Prima Guerra Mondiale, anch’esso corredato da un inedito diario di guerra.
…mi presento: sono arrivata sul tuo blog quasi per caso (transitata da un altro collegato al tuo) è tempo che lo leggo con tanta ammirazione ma altrettanta timidezza nell’esprimermi dovuta alla mia profonda ignoranza in materia! Non ho avuto mai, purtroppo, insegnanti che mi facessero amare la materia (purtroppo anche per altre materie..).
La Storia, in realtà, non è la mia principale passione ma appartiene al corollario della cultura che cerco di farmi in vari modi in forma autodidatta. Poi, sono consapevole che per interpretare più oggettivamente il presente sarebbe necessario conoscere bene il passato: la Storia…
Spero di non essere blasfema ma molti romanzi di Valerio Massimo Manfredi (quando in un nome che suona di “storico” si racchiude un destino..) mi hanno facilitato in questo, perlomeno per i periodi ed i personaggi che lui ha trattato.
Bè, dopo questo lungo ma credo doveroso preambolo, affermo che questo post mi ha fatto trovare il coraggio di scrivere le mie considerazioni.
Molto brevemente: la cosa che più mi ha colpito è l’affermazione nella lettera della zia Margherita (”…che siamo effettivamente dell’opinione che vi siano due modi con cui potete volgere a Vostro favore la scelta degli elettori: il primo è il denaro […] e il secondo, Sire, è la forza…”) e mi tocca tristemente constatare che, dalla prima metà del ‘500 ad oggi, la regola rimane esattamente la stessa!!…
Infine, seguo con molto interesse anche i tuoi viaggi che, finora hanno toccato tanti luoghi che ho visitato anche io, e che dai tuoi racconti e foto ho ritrovato od ho scoperto aspetti che mi erano sfuggiti..
Grazie.
Stefi
Dona: a quei tempi si poteva essere re o regine in giovanissima età, avere le redini di un regno, di un impero a 5-10-18 anni - anche se dietro ci saranno ben altre figure a dirigere -, la storia ci da tantissimi esempi; nello stesso tempo si poteva morire appena adulti. Un caro saluto.
Artemisia: certo, una zia che lo appoggerà per tutta la sua vita e lui, per ricompensarla, dopo la sua elezione, le ridarà il mandato per continuare a governare sui Paesi Bassi. Una buona domenica.
Alessio: carissimo, certo, verrò a sbirciare e a partecipare con grande piacere. Un saluto alla tua dolce metà. A presto.
Stefi: benvenuta e grazie per commentare: mi lusighi! Ho sempre considerato la storia come materia importante, imprescindibile per capire le nostre origini, i modi e costumi, i fatti e misfatti di oggi, il tutto non per criticare, bensì per analizzare, accettare e preparare la mente ad agire nel migliore dei modi. Alla fine, siamo frutto del nostro passato. Un carissimo saluto e a presto leggerci. Ti aspetto.
[...] 7 dicembre del 1526, Carlo I re di Spagna, che meglio conosciamo con il nome di Carlo V, emanò dei regolamenti, pragmatica sanctio, che i mori, tuttavia residenti nei territori iberici, [...]
grazie, rino
anche per il successivo post i cui approfondisci il tema che mi interessa
tornerò
per il momento: buoni giorni
Caro Rino
è diventata ormai per me
un’abitudine fermarmi nel tuo blog
curiosare e leggere i tuoi interessanti
post. Questo in particolare mi affascina.
i personaggi sono importanti ma al tempo stesso
attuali. La figura sella zia è decisamente forte.
Un caro saluto
Josè
Amalteo: grazie a te per stimolarmi a ricordare. Un abbraccio.
Josè: sei davvero gentile e ti ringrazio, mi lusinghi con le tue parole. La zia è stata figura predominante della prima parte della vita del nostro Carlo V, lo ha appoggiato e aiutato in tutto ciò poteva. Un caro saluto.
[...] di Carlo V sarebbe bene far conoscere visualmente di chi stiamo parlando, preparare il suo albero genealogico, [...]