Costumi francesi del 1700, prima della Rivoluzione
30 Aprile, 2008 di babilonia61
Ritorniamo a parlare, per approfondire ancora un po’ il tema, dei costumi francesi del 1700, di come si vestivano in Francia prima della Rivoluzione.
Mentre agli inizi del 1700 i vestiti erano raffinati, ricercati, elaborati - si pensi che negli anni 60 e 70 si arrivò perfino a forme voluminose e ingombranti –, appena dopo la rivoluzione il modo di abbigliarsi cominciò a declinare, nel senso che il lusso e lo sfarzo furono messi da parte per dare spazio alla semplicità, alla popolarità, alla comodità.
I ricchi e fastosi costumi erano retaggio dei nobili e della corte che cercava nel vestito un modo di differenziarsi dal popolo e anche fra loro stessi. Ecco dunque che le donne indossavano pizzi e sete in estate e velluto in inverno, abiti largamente dettagliati, stringevano il corpo con un corsetto in modo da assottigliare il girovita il più possibile. Usualmente le stoffe erano leggere, ricamate, mentre il colore viola e rosa era quello maggiormente adoperato dalle signore. Le calze venivano ricamate a mano, all’uncinetto, spesso bianche, raramente colorate. Scarpe a tacco alto, di seta, in velluto, in pelle leggera, anch’esse riccamente abbellite. Gioielli in abbondanza. Caratteristica del ‘700 fu l’indebitarsi delle donne per comprare o farsi confezionare vestiti sempre più elaborati, ostentati, per mostrarli nei ricevimenti, nei balli, nelle riunioni: indicava il loro status symbol.
Proprio in quegli anni, particolarmente sotto Luigi XV (1710-1774), epoca di grande raffinatezza, gli indumenti intimi divennero manufatti eleganti e costosissimi.
Negli altri paesi europei, come Spagna e Inghilterra, si seguiva la moda francese, tentando però di semplificarla al massimo.
Con la Rivoluzione francese del 1789, le idee e l’atteggiamento verso la vita cambiò. La nuova borghesia, la gente comune, ma anche i pochi nobili rimasti mutarono il loro abbigliarsi, ricercando ora la facilità e la naturalità. I vestiti si spogliarono di tutto il loro lusso per essere confortevoli, poco cari, ma nello stesso tempo popolari.
Ebbene, lascio qualche immagine della sontuosa moda francese prima della Rivoluzione.
Rino, jeans e maglietta.
- La prima immagine rappresenta un costume femminile del 1780.
- La seconda, un costume del 1740.
- La terza, Madame Pompadour, nel 1755.












Uno spaccato raffinato di un mondo che non muore, perchè dalla vita quotidiana si riesce a comprendere la storia di una nazione, di un popolo.
Bravo. Luisa.
evvai!
quanto mi piace l’angolo di costume!!
Anche in questo campo avevano un po’ esagerato con il lusso, no?
Luisa: un mondo che non muore, forse che non vuole morire, perché anche oggi si ricerca la raffinatezza, l’eleganza, magari ai nostri tempi è più accessibile alla massa, una volta era solo riservata ai ricchi, ai veri ricchi. Buona serata.
Damiani: noto con piacere che questi post ti affascinano: cercherò di farne seguire altri. Un abbraccio e grazie sempre.
Artemisia: ai nostri occhi indubbiamente hanno esagerato, ma ai loro tempi era normale, era logico per loro distinguersi tramite i vestiti e la cultura. Tempi che studi, particolari che trovi! A presto.
Carissimo, sarebbe interessante ricostruire la storia anche attraverso i particolari, abiti, usanze, preparazione dei cibi. Certamente bene hai fatto nel commento a dire che quegli abiti erano riservati ai nobili che dovevano sottolineare (strombazzare) la loro ricchezza. Altrettanto interessante ricostruire il progressivo stato di subalternità dei nobili alla monarchia di Luigi XIV e Luigi XV proprio attraverso l’etichetta di corte (ovvero un’etica anch’essa sottomessa alla volontà del sovrano!), una subalternità che impoverì alcuni e rese docili come cagnolini da salotto la gran parte di coloro i cui genitori e nonni avevano attentato all’autorità regia con la fronda nobiliare!
Durante la fase rivoluzionaria, dopo il colpo di stato contro Robespierre, la nuova classe di potere, a cui appartenevano sia la jeunesse dorée che le cosiddette merveilleuses, dette il via ad una moda d’altra impronta, con la sfacciataggine del cosiddetto filo rosso attorno al collo per far riferimento ai morti per ghigliottina (tra le dame d’allora anche quella Josephine Beauharnais, amante di Barras, che di lei si sbarazzò cedendola al giovane ed ambizioso Napoleone).
Se ti va dimmi cosa pensi del mio suggerimento storico sul 1° maggio: http://storiadopostoria.blog.kataweb.it/il_mio_weblog/2008/05/01/1%c2%b0-maggio/
I Care: interessante annotazione. Indubbiamente quella era la moda dei ricchi, della nobiltà, della gente di corte che, per forza di cose, doveva ostentare. La moda cambierà dopo la Rivoluzione del 1789 e ancor più negli anni a seguire, ricercando la comodità e la popolarità del costume da indossare. Da ricordare il filo rosso di cui tu giustamente parli o i sans-culottes, quelli senza calzone corto, che distinsero poi i rivoluzionari giacobini, insomma la moda variava col passare degli eventi e si adeguava alla nuova epoca. Grazie. Un caro saluto.
[...] 26 Maggio, 2008 di babilonia61 Stamani riflettevo su come cambia la vita, com’è varia, com’è, talvolta, fantasiosa. Ciò che oggi è certo, domani non lo è, ciò su cui facciamo affidamento spesso si rivela enigmatico. Dunque il cambio, il cambio, a mio avviso, è una delle realtà del nostro quotidiano vivere. Chi avrebbe mai potuto immaginare un francese sul trono spagnolo nel XVIII secolo! [...]