Mi piace di tanto in tanto rileggere libri, documenti. Qualche giorno fa mi dilettai con un delizioso volumetto di poco meno di 80 pagine, quasi sconosciuto e scritto dal grande Victor Hugo: Parigi, 1867.
Hugo lo scrisse durante la sua permanenza a Guernsey, Inghilterra, esiliato sin dal 1855 in quanto poco d’accordo con la politica di Napoleone III, imperatore francese dal 1852 al 1870.
In queste pagine, il nostro autore esaltava Parigi, una Parigi che si vide invasa da circa sette milioni di visitatori per l’Esposizione Universale di quell’anno, Esposizione in cui partecipavano ben 43.000 espositori.
Annotava il nostro autore: “Sia benvenuta l’Europa. Entri in casa sua. Prenda possesso di questa Parigi che le appartiene e a cui essa appartiene”. Parigi è Europa, è europea, lui la desidererebbe addirittura capitale di tutta l’Europa unita.
In un altra pagina appuntava: “Chi non ha ballato, cantato, predicato, parlato sulla scena di Parigi, non ha veramente ballato, cantato, predicato, parlato”. Hugo amava la sua città e la decantava con ogni possibile parola, non importava se lo tacciassero di utopico o romantico.
La bellezza della sua prosa si delinea anche quando affermava: “Qualcosa di noi si china sempre sui nostri figli e nel futuro c’è già un po’ del presente. La civiltà, nelle sue varie fasi, è sempre dominata dalla fase precedente”. A mio avviso, un assioma che bisognerebbe tenere in mente nello studio della storia e di certi particolari eventi, come le rivoluzioni, dove, accanto alle nuove idee, restano quelle vecchie, sempre pronte a tornare sulla scena.
Rino, rileggendo Hugo.






Grazie per rileggere ogni tanto anche i miei post vecchi!
i tuoi splendidi post, sono
una lettura piacevole,
come ritornare nel banco della scuola!
un caro saluto e
buon inizio di settimana!
Artemisia: grazie a te per essere presente. Buona serata.
Qualquna: sono contento ti piacciano. Ritornando a Victor Hugo, la sua prosa è scorrevole, di piacevole lettura, romantica. A presto.
Hai scelto un documento particolarmente interessante.
L’idea di Parigi città dell’Europa, nella quale ognuno avrebbe dovuto “ballare” è significativo perchè consegna una città universale a ogni cittadino. Questo è un bel pensiero.
Ciao Michele.
Michele: indubbiamente Hugo aveva una visione romantica della vita, della sua Francia e di quella Parigi che desiderava rappresentare come capitale europea dell’800, però in qualche modo precorreva idealmente i tempi della futura Unione Europea. Grazie. Buona serata.
Mi piace molto la prosa di Hugo e anch’io ho voglia di tornare a leggerlo, magari proprio questo volumetto che non conosco. Buon primo maggio.
Ho letto le poesie di Hugo e alcuni
libri .Rimane tra i miei poeti e scrittori
preferiti. A Parigi ho visitato la sua
casa , l’emozione nel vedere la sua
scrittura e le sue cose mi è rimasta
nel cuore.
Grazie per averlo proposto
Un saluto
Josè
Ma.Ni: vedrai, non ti pentirai della lettura, è davvero interessante. Un saluto
Josè: grazie per passare. Anche a me piace Hugo, dopotutto è vicino al mio modo di essere romantico. Un caro saluto
Forse ti può interessare:
http://expositions.bnf.fr/universelles/index.htm
Un saluto
Alessio: grazie, eccellente. Sempre benvenuti i tuoi consigli e i tuoi links. Buona domenica.
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