A parte che di litografie e dipinti, Honoré Daumier si occupò anche di scultura.
Gli piaceva modellare la creta, dando forma a caricature che rappresentano volti di personaggi noti dell’epoca. Soggetti preferiti erano ministri, conti, gente aristocratica, insomma quelle persone che, in un certo qual modo, dirigevano e rappresentavano la Francia dell’ Ottocento.
Daumier modella bene con le mani, risaltando difetti ed espressioni del personaggio in oggetto, solitamente con creta policromata.
Le tre figure che propongo sono del 1832- 1833, quando il nostro artista aveva appena 24-25 anni.
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- La prima scultura rappresenta: Il Conte Antoine-Maurice-Apollinaire d’Argout, ministro francese, 1832.
- La seconda: François-Pierre-Guillaume Guizot, deputato francese, 1833.
- La terza: Jacques Lefévre, banchiere e deputato francese, 1833.













23 aprile 2008 at 4:37 pm
c’è da rimanere stupiti e affascinati…
la scultura contemporanea gli è palesemente debitrice…
grazie per il bel post rino!
23 aprile 2008 at 6:27 pm
Incredibile.
Il secondo mi sembrava addirittura Alessandro Manzoni!
E il terzo mi ricordava incredibilmente Napoleone… Si vede che si assomigliavano tutti?
Pe Zena e San Zorzo.
24 aprile 2008 at 10:41 am
E’ sorprendente la sua modernità
24 aprile 2008 at 10:58 am
Damiani: Daumier aveva il dono della spontaneità, quel dono che gli permetteva palesare i suoi pensieri in modo genuino. Grazie, amico mio.
Stefano: interessante la tua fantasia. Buona giornata.
Margherita: certo, a mio avviso Daumier è attuale, di contemporanee idee, moderno nello stile; ha un qualcosa che ci ricorda, anche se sotto altri aspetti artistici, i vignettisti di oggi. Un caro saluto.
27 aprile 2008 at 8:40 pm
Sono pochi (vero?) gli scultori umoristi. Di solito scolpiscono statue così serie, così maestose, così impegnative.
Un salutone (come sempre ammirato dal tuo blog)
20 ottobre 2011 at 6:50 pm
Honoré Daumier era a di poco un genio nella sua espessività le sue caricature, per quanto pungenti non sono mai risultate volgari, un po’ grottesche forse per chi le riceveva ma esprimeva sempre un fondo di verità che ancor oggi è abbastanza facile cogliere in quelle mansioni come medici e avvocati