Fra cento, mille, diecimila anni, ci sarà sicuramente qualcuno che troverà sepolto fra cadaveriche pietre d’altri tempi qualche libro d’arte, qualche disegno dei nostri giorni e, sbirciandolo come cosa rara, lo analizzerà e trarrà conclusioni sulla vita dei nostri giorni. Così nello stesso modo, oggi, mi piace andare a scovare illustrazioni del passato per esaminare, indagare, studiare quei momenti.
Intorno al XIV secolo, si diffusero anche in Italia settentrionale dei libretti, taccuini, una specie di manuali, di codici manoscritti che, a mio avviso, sono fonte inesauribile d’indagine storica, in quanto ci mostrano, tramite scene, schizzi, immagini, la realtà di quelle ataviche epoche, indicandoci le arti e mestieri più in voga, le proprietà medicinali di erbe e piante, gli alimenti usualmente adoperati, ma anche aspetti della vita quotidiana, senza tralasciare, naturalmente, il vero scopo del taccuino, quello di servire da testo medico.
Famosissimo il Taccuino di Giovanni de’ Grassi.
Ecco, dunque, alcune immagini di qualche Taccuino Sanitatis del XIV secolo.
Venditore di vino rosso

La macelleria

Danza medievale












22 aprile 2008 at 5:07 pm
In libreria abbiamo realizzato una vetrina sul Medioevo, epoca infinitamente più interessante della nostra.
La scelta di questi argomenti e dei Taccuini, risaltano la capacità degli uomini di quel tempo di industriarsi per un fine di conoscenza che avrebbe portato alla nascita del Rinascimento.
Bravo Rino.
Michele
22 aprile 2008 at 6:26 pm
per un lungo periodo di tempo dei miei studi mi sono occupato di storia della medicina
poi la mia professione è andata da un’altra parte
tuttavia è rimasta quella convinzione dei grandi passi verso una crescente tutela della salute fatti per prova ed errore
a scapito, purtroppo di un dolore immane inferto agli animali
amalteo pensante
22 aprile 2008 at 7:17 pm
Interessante.
Mi chiedo quale conclusioni potrebbe trarre un uomo del 2400 (sempre che la razza umana vi sia ancora!) osservando una nostra foto!
Di sicuro però oggi le informazioni si “conservano” molto meglio, grazie a libri, giornali, internet e mass-media.
22 aprile 2008 at 7:36 pm
Michele: a mio avviso tutti i periodi sono da studiare attentamente, ognuno di loro ha una o più caratteristica che risalta e vale la pena approfondire, così come il Medioevo, età davvero particolare, piena di fatti e misfatti, di usi e costumi che si trascinano sino a oggi. Grazie. Un caro saluto.
Amalteo: concordo, purtroppo in quei tempi c’era poca attenzione verso gli animali, ma anche verso gli esseri umani (con le dovute eccezioni, chiaramente). Pensare che finanche i medici e gli artisti usavano i cadaveri umani per capire e scoprire. A presto leggerci.
Stefano: chissà che succederà, chissà se resterà qualcosa! Spero solo che l’evoluzione sia anche civile, cosciente, umana. Una buona serata.
22 aprile 2008 at 11:03 pm
Quello che mi ha colpito è l’atmosfera rilassata del tempo. pare che il tempo fosse una cosa che andava usata con molto rispetto, cosa che oggi non facciamo. Perfino la danza da un senso di tranquillità anche se è puro movimento.
23 aprile 2008 at 9:05 am
è una piacevole abitudine la tua analisi storico-sociale su disegni acqueforti, e pitture del passato!
Catturano la nostra attenzione da subito!
23 aprile 2008 at 9:46 am
Margherita: concordo, nei tempi passati c’era poco da correre, il tempo si adoperava per vivere, e meglio. Oggi si corre tanto da non sapere dove stiamo andando, l’importante è correre, ahimè! Una felice giornata.
Damiani: grazie, amico mio. Dall’analisi dei quadri, delle pitture, delle incisioni si possono dedurre tanti piccoli particolari fino a formarsi un’idea generale dell’epoca, delle loro abitudini, usi e costumi. A presto.
31 agosto 2008 at 8:18 pm
[...] Agosto, 2008 di babilonia61 Abbiamo già parlato dei taccuini sanitatis, fonte inesauribile di informazioni storiche del XIV secolo. Aggiungo solo che all’immagine [...]
17 giugno 2010 at 10:04 am
[...] qua e là, ho scoperto che le mura iniziali risalgono al XIV sec., e che la città fu uno dei più importanti centri militari dell’Italia longobarda. Il suo [...]