L’orologio di Chioggia nell’Italia del XIV secolo

Strettamente legata alla storia di Venezia, Chioggia, adagiata all’estremità meridionale della laguna di Venezia, sovviene alla mia mente per l’indimenticabile e feroce guerra tra Venezia e Genova del 1380. Nondimeno, la città resta e resterà famosa per il suo orologio, attualmente nella Torre di Sant’Andrea, uno dei più vecchi al mondo, ancora oggi funzionante.

Ma andiamo con ordine e sistemiamo gli appunti che ho.

Per prima cosa, un doveroso ringraziamento all’amica Margherita – autrice del grazioso libro Io e Papperina – che, considerata la mia passione per i fatti meno noti della storia, un giorno mi scrisse se desideravo avere specifiche notizie riguardanti il secolare orologio della sua città, Chioggia. Certo, risposi, ben volentieri, mi piace analizzare certi argomenti. Cosicché mi mandò un interessante documento che, insieme a dei miei vecchi scritti, mi appresto a rielaborare in quest’articolo.

Lento lento andava su per le scale il buon Piero Boça, giovane ed esperto orologiaio deputato dal Maggior Consiglio il 12 aprile 1386 per la riparazione dell’orologio di Chioggia. Gli sdrucciolosi gradini della Torre a nord ovest del civico Palazzo Pretorio lo videro salire e scendere varie volte nel trascorso di quegli anni in cui aveva avuto il compito di mantenerlo in buono stato – dal 1386 al 1425.

Qualche tempo prima, il 26 febbraio del 1386, in una delibera, sempre il Maggior Consiglio dava autorizzazione a comprare (o forse aggiustare) quel marchingegno.

Cosicché, l’orologio di Chioggia sembra essere il più antico del mondo tuttora integro e funzionante, forse insieme a quello della cattedrale inglese di Salisbury.

E la città ne andava e ne va fiera! Ricordiamo che averne uno a quei tempi era dispendioso e difficile, tanto che, in una cronaca inglese, si riporta che costava quanto la costruzione di un’ala di un’abbazia. Certo, abbazia, perché gli orologi furono per un buon lasso di tempo prerogativa dei monasteri, dei conventi, servivano a scandire le ore delle preghiere, dei lavori. Poi passò a essere simbolo di prestigio delle città, di quelle ricche, dove segnava i periodi delle attività, apertura e chiusura delle botteghe, dei mercati, degli appuntamenti.

Bologna ebbe il primo orologio pubblico nel 1356; Orvieto nel 1351; Padova nel 1344 collocato proprio nella Torre dell’Orologio; Milano nel 1335 nella chiesa di San Gottardo, anche se ne esisteva uno nella chiesa di Sant’Eustorgio già nel 1309.

Peraltro, Chioggia era nota per i Dondi, meccanici orologiai famosi in tutta Europa. Il capolavoro del Medioevo fu indubbiamente il loro orologio astronomico costruito, in quattordici anni di lavoro, da Giovanni de’ Dondi intorno al 1350, probabilmente aiutato dal fratello Jacopo. La raffinatezza stava nel mostrare i moti celesti del sole, della luna, di cinque pianeti, fornendo inoltre un calendario completo e perpetuo.

Però, ahimè! l’orologio, gli orologi necessitavano sempre di un meccanico, in quanto assai imperfetti. Ci riallacciamo così alla figura di Piero Boça, competente in quel di Chioggia. Grazie a lui e ad altri suoi colleghi, il congegno rimase in funzione sino agli anni settanta del XX secolo, anche se con piccole migliorie e arrangiamenti. Congegno che basava il funzionamento su ingranaggi a ruote dentate e pignoni a gabbia. Erano complessi, ingombranti, pesanti, eppure lavoravano, erano l’espressione dell’ingegno umano del XIV secolo, secolo pieno di guerre, di peste, di carestie, secolo di Boccaccio, di Dante, di Petrarca, di Giotto, ma anche e soprattutto secolo che preparava il Rinascimento.

Rino, poco atemporale.

19 Risposte

  1. Mi affascina pensare che questo orologio non soltanto ha scandito i secoli dal medioevo a oggi, ma anche, dall’alto della sua torre, ha assistito allo scorrere della Storia. Interessante chicca!

  2. adesso lo stampo e lo porto al Signor Bullo perchè il merito di poter vedere ancora questo orologio e di saperne la storia è suo e sarà felicissimo di leggere questo gioiellino che hai scritto. Grazie infinite anche a nome sua e di tutta la Città di Chioggia.

  3. Curioso aneddoto!
    Ogni giorno si impara sempre di più.
    Grazie. :-)

  4. Estimado Don Babilonia:
    Paso por estos nuevas tierras “blogeras” y veo con gran admiraciòn su nuevo traje y su nueva presentaciòn.
    Anecdotas curiosas, historias bien contadas y agradabilisimo estilo el suyo mi querido senor.
    Este reloj merece una visita, toda una joya.
    Le deseo muchos post, muchas entradas y mucha inspiraciòn.
    Cata la doncella del blog al lado.

  5. Chirieleison: a volte, acquieto i miei pensieri e ascolto brevi racconti che narrano tacitamente luoghi, cose, persone che non parlano. Una buona serata. Abbracci.
    Margherita: sono io a ringraziarti per l’interessante notizia, notizia che dovrebbe essere maggiormente diffusa. La storia è anche questa, anzi… Un caro saluto.
    Stefano: sapevo degli orologi, di quello di Salisbury, ma non di questa preziosità che alloggia la nostra Italia. A presto.
    Cata, doncella: su visita agrada mis ojos, sus palabras llenan mi corazòn de felicidad, ya que era tiempo que no leia nada de usted. Un beso, un abrazo, cariño.

  6. Mi piace questo ricordo sull’orologio. Per secoli non era solo un riferimento culturale, religioso ma aveva la capacità di essere condiviso con chi viveva del lavoro dei campi, degli artigiani e il tempo dell’orologio era il tempo della loro vita lavorativa e non.
    Dalle mie parti (Agnone) esiste ancora un orologiaio riparatore che ebbi a conoscere e devo dire dimostrava tutta la sua secolarità!
    Ciao Michele

  7. Bellissimo ricordo di questo terribile e molto affascinante ordigno che ci scandisce il tempo… Un caro saluto, Giulia

  8. Grazie ai tuoi post,
    di nuovo sono appassionata alla storia
    nei anni “piatti” con la cultura messa a parte…,
    ed ora continuo a leggere il magnifico libro consigliato da te
    un caro saluto e
    buon giovedi!

  9. Michele: scrivi di Agnone e mi sovvengono le campane. Credo ancora oggi sia una delle poche città in cui si costruiscono campane per le chiese cattoliche, correggimi se sbaglio. Grazie. Buona serata.
    Giulia: tempus fugit, dicevano i nostri avi. Un abbraccio.
    Qualquna: fammi sapere del libro che stai leggendo, le tue impressioni. Un caro saluto.

  10. Mi ristora un tuffo nella storia, fuga da un presente che spero passi piu` in fretta di quanto gli orologi possano indicare.

  11. Che bello quando tutto era frutto unicamente dell’ingegno umano…
    Molto interessante, Rinuzzo. Un bacio

  12. Ma.Ni.: eppure la storia è quella che stiamo vivendo, non possiamo detenerla, possiamo solo esserne coscienti e migliorare noi e il nostro dintorno. Buona nottata, anzi, da voi, buon pranzo.
    Maria: indubbiamente interessanti quegli anni, anni di sviluppo tecnologico, ma anche letterario. Un bacio.

  13. ho riletto questo post,
    mi piaciono l’orologgi, a tutti modi, di tutti tempi,
    ho nel tutti langoli della casa,
    il suo ticchettio mi fa compagnia ,
    è stato bello a leggere la sua storia…
    un caro saluto ed
    una serena e solare domenica!

  14. Gli orologi delle torri e campanili mi piacciono in modo particolare, in tutti i posti in cui vado non manco di fotografarne… chissa’ perche’… forse semplicemente mi esprimono un senso di continuita’ tra passato e futuro.
    un abbraccio
    Dona

  15. [...] * Su L’orologio di Chioggia nell’Italia del XIV sec.: [...]

  16. [...] già visitato Chioggia, ammirando il meraviglioso orologio, uno dei più vecchi al mondo ancora funzionante. Ebbene, ritorniamo in quelle terre veneziane e [...]

  17. [...] nel senso non di copiatura, bensì di studio; – nuove scoperte scientifiche e geografiche, come i meccanismi degli orologi, il perfezionamento delle nuove armi da fuoco, o la scoperta di nuove terre, per non dimenticare la [...]

  18. io a chioggia sono nata, vivo a sottomarina ma davanti a quell’orologio io ci lavoro.
    e’ entusiasmante pensare che secolo fa i chioggiotti passavano davanti come si fa adesso.
    non so se una volta c’era il bar come ora, ma chissa’ che con tanti personaggi famosi passati per la mia citta’ quanti si sono soffermati davanti a dove ora io ho i tavoli per bere un caffe’.
    venite a vederlo, e’ una torre molto bella e sta in una cittadina chiamata, non per niente “la piccola venezia”

  19. Grazie Monica per il tuo commento, stimola e incuriosisce ancor più ad assaporare un’opera di centinaia di anni fa, un invito a considerare con maggiore attenzione il nostro passato storico. Buona giornata.

Lascia un Commento