Stamani di buon’ora mi trovavo in piazza Duomo, a Pistoia, con gli occhi socchiusi, cercando di immaginare come sarebbe stata la vita negli ultimi anni del ‘400, e non solo come ci si vestiva, cosa si vendeva, come si viveva, ma anche gli argomenti di quotidiano interesse, di quali problemi discuteva la gente, quali difficoltà superare. Poi, in un dato istante, non so perché, mi è venuta in mente la figura del Savonarola, come per gioco di idee, d’immaginazioni, mescolate per caso.
Appassionato predicatore, il Savonarola (1452-1498 ) era contro lo spirito pagano che imperversava nel periodo rinascimentale, a tal pro scriveva che “niente di buono è nella Chiesa… dalla pianta del piede fino alla sommità non è sanità in quella“. Antimediceo e avversario ostinato del papa Alessandro VI, fu prima scomunicato e poi accusato di eresia e processato dall’Inquisizione.
Parlando contro la Curia romana, predicava:
“Noi non diciamo se non cose vere, ma sono li vostri peccati che profetano contra di voi [...] noi conduciamo li uomini alla simplicità e le donne ad onesto vivere, voi li conducete a lussuria e a pompa e a superbia, ché avete guasto il mondo e avete corrotto li uomini nella libidine, le donne alla disonestà, li fanciulli avete condotto alle soddomie e alle spurcizie e fattoli diventare come meretrici”.
Fu condannato al rogo la vigilia dell’Ascensione, il 23 maggio 1498, all’età di 46 anni, insieme ad altri due membri della setta da lui creata. Quel giorno, alle nove del mattino, Piazza della Signoria a Firenze era piena di gente, stava per assistere alla morte di un divulgatore che era stato capace d’infiammare gli animi delle persone. Alcuni parlottavano, altri sussurravano le teorie del frate, altri ancora sbirciavano qua e là per vedere cosa sarebbe accaduto. La folla aspettava.
Si racconta che poco prima di salire al rogo, un vescovo, per umiliarlo, gli disse: “Io ti separo dalla Chiesa militante e trionfante”. Savonarola gli rispose: “Solo dalla militante, l’altro non sta a te”.
Di lui ricordiamo, oltre le famose Prediche, il Trattato circa il reggimento e governo della città di Firenze, del 1498, e il Trionfo della Croce.
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- Lauro Martines, Savonarola. Moralità e politica nella Firenze del Quattrocento, Mondadori, 2009.












15 aprile 2008 at 7:53 am
Sbaglio, o Savonarola si rifiutò di assolvere Lorenzo il Magnifico in punto di morte?
15 aprile 2008 at 8:20 am
Savonarola…roghi…invettive…
prendo tutto a rovescio oggi, perdona
marina
15 aprile 2008 at 8:37 am
Ci vorrebbe anche oggi il nostro Savonarola.
Artemisia
15 aprile 2008 at 8:51 am
Buon giorno Rino, come sempre molto affascinanti i tuoi scorci storici. Savonarola poi è un profilo complesso e per molti versi contrastante ma pur sempre di enorme spessore.
E poi ricordo quella scena tra Massimo Troisi e Roberto Benigni in non ci resta che piangere…quando gli scrivono per chiedergli aiuto.
Un bacio carissimo
15 aprile 2008 at 10:20 am
Eternauta: mi trovi impreparato, non lo so. Fatto sta che in un principio fu portato a Firenze proprio dal Medici… Spero qualcuno ci aiuti. Buona giornata.
Marina: non ti preoccupare, sei perdonata. Come non potrei! A presto.
Artemisia: più che di uno, ce ne vorrebbero migliaia per smuovere le coscienze degli italiani. Chissà poi se cambierebbe qualcosa! Un abbraccio.
Arietta: poco fa riflettevo su chi potrebbe essere un Savonarola oggi, anche se, alla fine, credo gli italiani farebbero orecchi da mercanti. Bella quella scena del film che tu ricordi, davvero unica e indimenticabile. Un bacio.
15 aprile 2008 at 12:10 pm
Caro Rino… Sono proprio giù… Risultati disastrosi…
15 aprile 2008 at 2:51 pm
tra Savonarola e Bruno la chiesa ha fatto tanti sbagli! ma forse per la chiesa è meglio che le persone stiano nell’ignoranza!
15 aprile 2008 at 6:35 pm
In piazza della Signoria una raffinata lastra di pietra, a breve distanza dal Biancone, ricorda il luogo in cui Savonarola ed i suoi compagni di sventura furono arsi.
15 aprile 2008 at 6:42 pm
Fabio: forza e coraggio, siamo giovani, c’è ancora speranza. A presto.
Margherita: certo, le persone colte hanno fatto e fanno sempre paura sia alla chiesa che ai politici. Un abbraccio.
MattBeck: devo andarla a rivedere, l’avevo quasi dimenticato. Grazie per passare e grazie per ricordarlo. Un saluto.
15 aprile 2008 at 6:55 pm
Un personaggio “contrario” in un mondo dove comunque la religione ha fatto il buono e il cattivo tempo. Bisogna dire che il personaggio ha resistito nel tempo più dei suoi coevi!
Ciao Michele
15 aprile 2008 at 7:46 pm
Qualcuno ci prova anche ora ad aprirci gli occhi ma, come giustamente dici tu, facciamo volentieri orecchie da mercante.
15 aprile 2008 at 8:01 pm
Ammetto di essere sorpresa, soprattutto dall’inizio del post, a quanto pare non sono solo io che mentre vado in giro per la mia città mi ritrovo a cercare di immaginare come potesse essere secoli fa… Conoscevo la storia di Savonarola e se non sbaglio è vero che che si rifiutò di assolvere Lorenzo il Magnifico in punto di morte, anche se non so per quale ragione. Se puoi illuminami tu, ciao e grazie!
15 aprile 2008 at 8:13 pm
Michele: certamente un personaggio scomodo per l’epoca, un personaggio che diceva le cose come stavano. Poi qualcosa andò per il verso sbagliato, dopo aver notato, il Savonarola, ma anche gli altri, che le sue parole venivano ascoltate seriamente, quindi la chiesa e la stessa famiglia Medici gli furono contro. Un saluto.
Ma.Ni: proprio così, anche oggi facciamo orecchi da mercante a coloro che ci aprono gli occhi alla verità e alla realtà della vita. Una buona serata.
Magdalene: grazie per passare. Come scrissi a Eternauta non ricordo bene quel particolare. Indubbiamente furono i Medici a portarlo a predicare a Firenze, nel 1482 – invitato proprio da Lorenzo il Magnifico – presso il convento di San Marco. Dopodiché si inimicò la stessa famiglia e forse, forse (non ne sono sicuro) si rifiutò d’assolvere Lorenzo. Ciao.
16 aprile 2008 at 5:28 pm
Lapetruzzelli: opss, copricapo? Seria la storia? Per nulla! Un saluto e benvenuta. A presto.
17 aprile 2008 at 3:02 pm
Adesso Rino, spero abbia lo spunto per parlare del Papa Alessandro VI, il Papa “Borja”…
15 giugno 2008 at 10:36 pm
Savonarola fu una vittima sacrificale per osannare l’onnipotenza del papa Alessandro VI padre di numerosi figli illegittimi e campione di arti amatorie e vituperare la nascente repubblica fiorentina che non seppe tutelare il suo prediletto figlio a differenza di quanto ha fatto la Germania con Martin Lutero.Noi cattolici moderni chiediamo la revisione del processo farsa contro Savonarola e l’avvio del processo di beatificazione perchè il Savonarola si battè per la riforma giusta della Chiesa,contro la degenerazione dei costumi,per l’elevazione sociale delle classi meno abbienti e per un’autentico spirito santo capace di vivificare e santificare la società di allora portata alle aberrazioni ed alla perversione.Tutti coloro che desiderano sottoscrivere la petizione al Papa per la beatificazione del Savonarola(successivamente sarà fatto anche per Giordano Bruno)sono pregati di contattarmi al 3409880452.
30 giugno 2008 at 9:28 pm
[...] Leonardo da Vinci, per continuare con Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci, Lorenzo il Magnifico, Savonarola, e tanti altri, includendo banchieri, artigiani, letterati, artisti poco noti, che daranno luce e [...]
21 luglio 2008 at 10:43 am
Riprendendo una domanda di Eternauta, se Savonarola negò a Lorenzo l’estrema unzione, riporto di seguito alcune righe del bel libro di Tim Parks, La fortuna dei Medici, edito da Mondadori:
Ora Lorenzo incontra Savonarola alle soglie della morte. Ha già ricevuto l’estrema unzione, così il frate non ha potere sulla sua anima eterna, ma non può certo rifiutare l’invito a parlare con un moribondo. Se guarisci, devi cambiare, sentenzia Savonarola. Sapendo che non sarebbe guarito, Lorenzo fa cenno di sì. Savonarola gli dà la sua benedizione.
11 novembre 2008 at 11:23 am
Ho sempre avuto una predilezione per gli “eretici”!
12 novembre 2008 at 9:32 am
Sandra: figura controversa e interessante il Savonarola, peccato che, a mio avviso, negli ultimi tempi si lasciò prendere la mano dagli eventi, forse esagerando, esasperando ciò che andava predicando. Buona giornata.