Bella, horrida bella!
Guerre, orrende guerre.
(Virgilio)
Solo cifre di quella immane e feroce guerra combattuta nelle terre europee fra il 1618 e il 1648, guerra che portò morti, sangue, carestia. Causata da fattori religiosi e politici, fu una delle più distruttive della nostra storia.
La battaglia della Montagna Bianca, 8 novembre 1620, fu combattuta vicino Praga. Si scontravano la Boemia, comandata da Cristiano I, e Lega Cattolica. Sembra che i boemi avessero 10.000 soldati di fanteria e 11.000 di cavalleria, mentre i cattolici 18.500 fanti e 6.500 cavalieri. L’esercito protestante fu sconfitto in appena due ore.

La battaglia di Lütter, 27 agosto 1626, guerreggiata fra la Danimarca, con 20.000 uomini, e la Lega Cattolica, anch’essa con 20.000 soldati, fu vinta da questi ultimi, che ebbero appena 400 morti e 300 feriti, contro i 5.000 morti di Cristiano IV di Danimarca.

La battaglia decisiva di Lützen, nella quale perse la vita Gustavo II di Svezia, si svolse il 16 novembre 1632. Si fronteggiavano la Svezia e il Sacro romano impero. Gustavo II metteva in campo 19.000 uomini e 60 cannoni, mentre l’impero, includendo le forze italiane, erano 23.000 uomini e 21 cannoni. La Svezia ebbe circa 3.400 morti e 1.600 feriti, mentre l’impero 4.000 fra morti e feriti. Dopo alterne vicende, gli svevi si ritirarono in buon ordine. *****

Così si presentava l’Europa alla fine della Guerra dei Trent’anni, 1648, una guerra che “non fu vinta né dagli imperiali, né dai protestanti. Si risolse in un’orribile devastazione per la Germania, e in un ritardo tedesco nella costruzione di una politica moderna, professionale e capace di governare gli artifici di elaborazioni istituzionali sofisticate” (1). A tal punto devastante che in certe zone tedesche mancava la carne, il latte, mancavano gli animali per lavorare la terra e le braccia. Si calcola che il tasso di perdita demografico si avvicina al 40% della popolazione dei territori investiti dalla forza bellica. Considerando peraltro che i decessi non furono causati solo dalle battaglie, ma anche da carestie, epidemie, fame, stenti.
1. Paolo Viola, L’Europa moderna. Storia di un’identità, Einaudi, Torino, 2004, pag.145.
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(Aggiornato il 23 Giugno 2011)













11 aprile 2008 at 1:21 pm
In Polonia ho conosciuto delle famiglie che vantavano origini svedesi e finlandesi. Probabilmente un retaggio della guerra dei trent’anni.
11 aprile 2008 at 3:15 pm
Davvero fa impressione penareuna guerra chedura 30 anni… Quante cose devono aver visto… un caro saluto, Giulia
11 aprile 2008 at 7:18 pm
Ho studiato questa guerra due o tre anni fa… inutile dire che non ricordo praticamente nulla… Sarà meglio rispolverare i ricordi…
12 aprile 2008 at 4:04 pm
El Eternauta: quelli furono anni di carestie e devastazioni, spesso la gente si arruolava negli eserciti proprio per scampare al pericolo di morire di fame, ma moriva di ben altre cose. Inoltre, tanta gente emigrò, si spostò da un paese all’altro alla ricerca della salvezza. Buon pomeriggio.
Giulia: trent’anni di guerre sono tanti, anche se non si combatteva tutti i giorni. A presto.
Stefano: anche a me succede dimenticare qualcosa, per tal motivo rileggo talvolta gli stessi libri o su stessi argomenti. Ciao.
12 aprile 2008 at 5:23 pm
30 anni di guerra,
vivere nel terrore, nella insicurezza,
ed ancora oggi ci sono le “orrende guerre”,
non imparando dalla storia, ma ripetendo…
un caro saluto
sempre una interessante lettura!
13 aprile 2008 at 11:06 am
Sembra che guerreggiare sia un’attività che non cade mai in disuso…
baci