L’aulica corte di Rodolfo II

Vari imperatori, re, principi, duchi, personaggi del passato furono buoni mecenati, contribuendo allo sviluppo della pittura, della letteratura, della scultura, dell’arte in generale. Mi piace ricordare, fra i tanti, il Conte di Urbino Federico da Montefeltro (1444-1482), Lorenzo il Magnifico (1449-1492), l’imperatore Federico II di Svevia (1194-1250), papa Giulio II (1443-1513), e via dicendo.

La corte di Rodolfo II (1552-1612), figlio dell’imperatore Massimiliano II e di Maria, figlia di Carlo V e sorella di Filippo II di Spagna, era un continuo andirivieni di pittori, scultori, orologiai, intagliatori di pietre, fabbri, muratori, stuccatori, architetti, vetrai. Ogni giorno vi era sempre gente nuova che lavorava per lui o desiderava essere ricevuta per mostrargli qualche propria opera.
Rodolfo era un appassionato collezionista di quadri, pietre, gioielli, monete, sculture, orologi, libri, manoscritti. Mandava in giro per il mondo la sua gente a cercare un determinato oggetto che ambiva.
Numerosi artisti si erano stabiliti nella sua residenza di Praga, Hans von Aachen, pittore ritrattista di corte, Bartholomaeus Spranger, anch’egli pittore, Egidio Sadeler, uno dei migliori incisori dell’impero, Elisabeth Weston, poetessa inglese, e tanti altri. Sembra, che circa 30 di loro ebbero la fortuna di avere, sotto lo stesso tetto di Rodolfo, una stanza da letto e uno studio dove lavorare. Addirittura alcuni con servitù e diritto di pranzare con i nobili.
Si era fondata una scuola, la Scuola Rudolfina. (1)
Ognuno con il ben preciso compito di dover collaborare con gli altri, pittori, scultori, miniaturisti, paesaggisti, orafi, intagliatori… Un piccolo divieto aveva imposto l’imperatore: si doveva lavorare nel massimo silenzio, giacché lui non sopportava il rumore.
Alla fine della sua vita Rodolfo aveva raccolto 3000 dipinti, 2500 sculture, migliaia di altri oggetti per un valore di ben 17 milioni di fiorini d’oro. Il tutto ordinato, datato, rigorosamente catalogato. L’imperatore trascorse la sua vita ricercando la bellezza, l’armonia, la conoscenza sopra ogni limite, ma il destino lo aveva costretto a vivere fra miserie umane e tradimenti.

*****

[1] Maggiori informazioni sulla Scuola Rudolfina in: G. Armato, Passeggiando per la storia, pag.114.


11 Risposte to “L’aulica corte di Rodolfo II”

  • marina

    Sei TROPPO colto, cavolo! Mo anche la scuola rudolfina! Non faccio in tempo ad accettare un tuo suggerimento che ne arriva un altro!
    Ma siccome io amo imparare, per me questo blog è una manna!
    con affetto marina

  • Artemisia

    Non so come la pensi tu, ma io credo che le monarchie assolute siano state fondamentalmente societa’ ingiuste. Cio’ non toglie che alcuni regnanti abbiano fatto grandi cose come quella di investire in opere d’arte di cui noi ancora oggi possiamo godere.

  • babilonia61

    Marina: ti prego, non farmi diventare rosso, do solo quello che ho e, credimi, non è tanto. Dopotutto Nemo transferre potest plerumque habet. A presto.
    Artemisia: certo, ai nostri occhi quella società sembra ingiusta – e indubbiamente lo è -, però è difficile capire il passato se non si riesce a penetrare nella mentalità di quel tempo, nei loro usi e costumi. Voglio dire che se fra cento anni verrà una nuova forma di governo che adesso non esiste nel nostro modo di essere, gli storici del futuro diranno che oggi eravamo poco evoluti. Con ciò non voglio affatto approvare quella società, assolutamente no, solo che per quelle epoche era la migliore, poi, verranno secoli più evoluti con la rivoluzione francese, con nuove idee e ideologie. Un saluto.

  • Dona

    e gia’ un po’ ci siamo fermati, tutti, al non guardare che un po’ piu’ in la’ del nostro naso.
    ti sarebbe piaciuto vivere ai tempi di Rodolfo II e se non in questa epoca in quale?
    Dona: curiosona

  • babilonia61

    Dona: in realtà non c’è un’epoca ben precisa nella quale mi sarebbe piaciuto vivere, anche perché non riesco a identificarmi con nessuna di essa, ma nello stesso tempo mi attirano tutte indistintamente. Se poi dovrei decidere, forse forse ai tempi dei Medici, del Magnifico… forse. Buona serata.

  • frontespizio

    HA ragione Marina :è una continua scoperta.
    Certo, chi regnava aveva delle possibilità particolari ma se il senso della conoscenza e della presenza dell’arte nella propria corte poteva migliorare il senso della democrazia, ben venga. La fine disastrosa di Rodolfo lascia amora la bocca ma in quegli ambienti è facile ritornare indietro usando solo il potere.
    Grazie Rino.
    Michele

  • qualquna

    un imperatore da ricordare,
    chi cerca l’armonia, la bellezza,
    dando tanta importanza al’arte!
    bella lettura!
    un caro saluto!

  • ma.ni.

    Come al solito, ma.ni. imparando.
    Ogni tanto lascio traccia del mio passaggio anche se c’e` poco da dire. Di solito mi limito ad apprendere silenziosamente, come sarebbe piaciuto a Rodolfo.

  • babilonia61

    Certo, Michele, Rodolfo finì per ammalarsi e la sua vita, gli ultimi anni, fu davvero penosa. Ciò che ci resta sono delle belle collezioni che oggi possiamo ammirare e il sontuoso castello di Hrad, da lui rimodernato e arricchito. Grazie. Buona serata.
    Qualquna: l’imperatore trascorreva le sue giornate dedicato a collezionare di tutto: medaglie, selle, quadri. Lui si dilettava parlando con i suoi maghi, con coloro che gli assicuravano essere vicini a scoprire la pietra filosofare. Un caro saluto.
    Ma.Ni.: a volte il silenzio vale più di mille parole. Accetto di cuore il tuo commento. Un abbraccio.

  • Artemisia

    Quando ero alle elementari stilavo una “classifica dei desideri” e tra questi c’era sempre “essere una principessa nel Medioevo”.
    Crescendo ho capito che qualsiasi epoca potrebbe essere buona per viverci se si fa parte di un ceto sociale che ti permette una vita dignitosa, meglio se si ha l’opportunita’ di studiare e di capire il mondo che ti circonda.
    Non e’ questione di idee e ideologie, purtroppo quasi sempre e’ questione di vile denaro.

    Artemisia, rivoluzionaria

  • babilonia61

    Artemisia: indubbiamente, è quasi sempre questione di vile denaro, di quel denaro che corrompe ed è causa di guerre, lotte, di losco potere, ma che, se usato in buon modo, può anche essere fonte di sapere, di cultura, può aiutare a migliorare un’epoca. Buon pomeriggio.

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