Jan Steen e la lussuria
6 Aprile, 2008 di babilonia61
Ho sempre pensato che vi dovrebbe essere più collaborazione fra storico militante e storico dell’arte, in quando quest’ultimo può aiutare di buona maniera nell’analisi di certe tematiche sociali.
A tal fine, mi piace passeggiare per i dipinti di un tempo, di una determinata epoca, fermandomi a guardare, a scrutare, a indagare nell’intimo di un quadro e di un artista, cercando di carpirne i segreti.
La vita di tutti i giorni è quella che Jan Steen (1626-1679), pittore olandese del XVII secolo, rappresentava nei suoi lavori.
Figlio di una famiglia di cattolici benestanti, Jan si dedicava a evocare certi aspetti della quotidianità tramite l’introspezione psicologica e l’ironia. Le sue tele presentano un interessante sfondo storico e narrativo da studiare. I colori hanno una piacevole armonia, colori spesso marcati e accesi.

In questo quadro del 1660 dedicato alla Lussuria, Jan Steen ci presenta una caotica e confusa stanza dove, fra un suonatore di violino, una giovane che dorme con i piedi su uno scaldino, un ragazzo che prende qualcosa e un altro che sembra fumare una pipa, una prosperosa meretrice con in mano un bicchiere di vino rosso - guardandoci - dedica il suo lavoro a un cliente che le ha omaggiato un mazzo di fiori, mentre un’altra donna intrattiene un gentil signore.
Il disordine continua con una cane che, salito su una mensa, mangia qualcosa, un bambino seduto su una singolare sedia porge un cucchiaio, un porcellino avanza dalla porta. Da notare il campanile della chiesa che s‘intravede dalla finestra, il simpatico orologio sulla parete che attira l’attenzione di uno scimpanzé, il fuoco del camino nell’altra stanza.
Con le pareti piene di utensili e il pavimento ricoperto di oggetti rovesciati, il dipinto sembra avvertire lo spettatore di non copiare quel comportamento. Bacco, tabacco e venere sono così rappresentati come vizi da evitare.
Rino, esplorando.









Adoro questi dipinti di stanze intasate da gente che svolge le più disparate attività… trasudano vita, umanità… Un saluto.
Rivedo con piacere questo post. ed è sempre godibile quello che riesci a trarne.
buona settimana
cri
fantastico dipinto…c’è davvero da perdersi…
quante cose può a raccontare un dipinto,
un opera d’arte,
un pezzo di storia è racchiusa dentro!
un caro saluto e
Buona Nuova Settimana!
Prostata: un piacere vederti da queste parti. Indubbiamente, nei dipinti c’è anche vita, c’è la descrizione di certi usi e costumi, c’è anche storia. Grazie per commentare.
Cristina: poco a poco rimetterò su questo blog dei vecchi post, aggiungendone nuovi. Un caro saluto.
Damiani: tanti i particolari, i dettagli da scoprire e l’interessante è vederli con occhi aperti, scrutando. Un abbraccio.
Qualquna: grazie. Jan Steen è anche famoso per la profusione dei dettagli che inserisce nei suoi quadri, oltre alla figurazione della vita quotidiana del suo tempo. Buon pomeriggio.
Davvero bello quello che ci fai vedere attraverso i quadri, Giulia
Va a finire che diventera’ uno dei miei pittori preferiti Steen, giacche’ non ne ho mai avuto uno!
un caro saluto
Dona
Giulia: davvero bello, interessante unico il tuo post di oggi: complimenti. A presto.
Dona: anche a me piace Jan Steen, a tal punto che riparlerò di lui. Una buona serata.
Mi trovi pienamente d’accordo sulla condivisione tra storia e arte; non solo diventa più interessante ma le conoscenze hanno una universalità importante.
Ciao Michele
Michele: proprio così, storia e arte, certe volte, dovrebbero andare mano nella mano, perché studiando un quadro si può apprendere un abito, un uso, un costume, si può analizzare una particolare epoca. Grazie. A presto.
Non conoscevo questo pittore
ma tu hai descritto il quadro così
perfettamente che pare io lo
conosca da sempre.
Complimenti
Josè
José: ciò che mi attira di Jan Steen è la sua rappresentazione del quotidiano, quel quotidiano olandese che lui descrive con maestria e che mostra, ai nostri occhi, vizi e virtù di quel periodo storico.
[...] a piè di pagina è un dipinto del pittore olandese Jan Steen (1625-1679) - qui a lato in un autoritratto -, coevo di Rembrandt (1606-1669) e di Vermeer [...]