Apr 042008
 
Donna veneziana, metà XV sec. (daCesare Vecellio, Degli habiti antichi e moderni)

Donna veneziana, metà XV sec. (da Cesare Vecellio, Degli habiti antichi e moderni)

Analizzare i costumi di un periodo è un modo per capire un comportamento, un habitus, una condotta, un modo per scoprire come si vive, quali sono le usanze, le abitudini.

Le immagini che seguono riguardano i costumi italiani del XV secolo, secolo umanistico pieno di arte, innovazioni, di cambi, ricordiamo per esempio l’invenzione dei caratteri mobili gutenberghiani, la scoperta delle Nuove Terre da parte di Cristoforo Colombo, il Rinascimento che inizia a diffondersi per l’Europa, e via dicendo.

Epoca di presa di coscienza da parte dell’individuo, da alcuni è considerata come l’inizio della moda più o meno come la concepiamo oggi, una moda il cui distacco dal gotico sarà lento, una moda che inizierà a far caso alle maniche, al copricapo, alle scarpe, ai calzoni, ai colori più vivi che nel passato.

Donna milanese, fine XV sec. (da Cesare Vecellio, Degli habiti antichi e moderni)

Donna milanese, fine XV sec. (da Cesare Vecellio, Degli habiti antichi e moderni)

Ogni ceto sociale si distingueva per il suo vestiario, basta guardare i dipinti dell’epoca e notare le differenze.
 In quegli anni entra in uso comune il copricapo o berretto, con l’abitudine di salutare togliendoselo, in modo da attirare l’attenzione su di esso e mostrarlo. Quello delle donne imita talvolta la cuffia borgognona a cono appuntito, talvolta è ornata di due simmetriche protuberanze cui si aggancia un velo. Gli uomini, i fiorentini per esempio, lo adornano spesso con qualche gioiello o con una larga sciarpa.

La frenesia per le gemme è generale, a Firenze l’arte orafa darà vita a lavorazioni delicate, semplici, eleganti. Così come l’uso frequente delle perle, che le donne porteranno sul collo, sugli anelli, sugli abiti.

Dicevamo delle maniche, che nei costumi femminili saranno lunghe e ben visibili, pesanti, damascate, ricamate, cercando di risaltare con vita propria rispetto all’intero indumento.

Certamente la moda del ’400 è ancora all’insegna della semplicità, della sobrietà, sarà nel XVII sec. quando si raggiungerà il vero sfarzo, l’eleganza esuberante, la sontuosità, la pomposità, e la Francia, più di tutti, ce lo dimostrerà.

Nobildonne fiorentine, prima metà del 1400

Nobildonne fiorentine, prima metà del ‘400 (da Braun e Schneider, Storia del costume)

Nobiluomini fiorentini, inizio '400

Nobiluomini fiorentini, inizio ‘400 (da Braun e Schneider, Storia del costume)

  20 Responses to “Costumi italiani del ‘400”

  1. Non doveva essere facile vestirsi in quel periodo… Che bello questo post, ne farai delgi altri su questo? Sbirciando anch’io, Giulia

  2. Una volta guardando una mostra la guida mi spiegò che tanti costumi ed usi di un tempo erano stati scoperti grazie ai quadri. Così i vestiti dei ritratti ci spiegavano il modo in cui viveva e si vestiva in quel tempo la gente. Io non ci avevo mai pensato…ma adesso ogni volta che guardo un quadro lo vedo in modo diverso.

  3. Se penso a come abbiamo ridotto all’essenziale gli indumenti che indossiamo mi viene da guardare con una certa pena i pesantissimi costumi delle epoche passate.
    Certamente erano belli da guardare ma poco pratici da indossare.
    Chissà come vestiranno le generazioni future…

  4. Bella la nuova veste, Rino, non ti avevo ancora fatto i complimenti.
    Sarà che si legge molto meglio, mi fa piacere, perchè i tuoi articoli sulla storia e sull’arte sono imperdibili.
    cri

  5. Giulia: per vestirsi, le donne di alta classe necessitavano tempo e aiuto, in quanto una quantità, che oggi sembrerebbe eccessiva, di indumenti era da indossare, e non dimentichiamo le ore trascorse a pettinarsi. Altri tempi, altri usi e costumi. Buon fine settimana.
    Io e papperina: certo, in un quadro c’è anche la rappresentazione del quotidiano, degli usi e costumi di una determinata epoca. Parlerò in seguito di questi dettagli. Grazie per ricordarmelo. Un saluto.
    Chirieleison: non so immaginare il futuro della moda, forse sarà un ritorno al passato, forse ancora più praticità e minore fatica. Chissà, in ogni caso l’uomo e la donna tendono sempre di più a svestirsi. Una buona domenica.
    Cristina: sono contento leggerti e sapere che ti piace questa nuova veste editoriale. Ti auguro un buon fine settimana.

  6. Arivvederci, caro amico! A presto!

  7. A maggio, dunque, caro Alessio.

  8. Trovo molto raffinati gli abiti di questa epoca. Mi sa che in pochi se li potevano permettere.
    Ciao,
    Artemisia

  9. Artemisia: una volta, le classi sociali si distinguevano – anche, ma non solo – per il loro modo di vestire. Indubbiamente, più raffinato ed elaborato era il capo indossato, più rivelava la classe sociale. Buona domenica.

  10. Wow, forte!
    In questo campo (cultura rinascimentale, e spero di non sbagliarmi) sono abbastanza ignorante… Diciamo che mi baso sui vestiti che ho visto nel film “Non ci resta che piangere” di Benigni e Trosi! :-)
    Sai per caso qualcosa riguardo i costumi liguri? Mi piacerebbe molto (sono un appassionato di storia e folklore ligure). :-D

    Stefano

  11. Stefano: non ho notizie ben precise, però se trovo qualcosa ti farò sapere. A presto.

  12. Sto seguendo un progetto Comenius sulla rievocazione storica come strumento pedagogico.
    Dobbiamo realizzare dei costumi per vestire i bambini come popolani e realizzare un cortometraggio. Potete darmi qualche suggerimento? mi interessano anche costumi del ‘200/’300. Grazie.
    Barbara

  13. Barbara: grazie per passare. Che tipo di aiuto posso offrirti? Potresti essere più dettagliata, per favore? Magari scrivimi alla mail che trovi in About me. A presto.

  14. Si. Dobbiamo tra breve girare questo cortometraggio con protagonisti i bambini, non dovranno interpretare degli adulti ma proprio dei bambini. Stiamo cercando un po’ dappertuto modelli di vestiti di popolani, non di nobili, da realizzare per loro. E’ difficile trovare riproduzioni da cui trarre facilmente modelli se hai dei disegni che siano chiari potresti mostrarli qui o inviarli via mail?…Le mamme sono già al lavoro… il periodo è il 1450 circa, la location è Finalborgo dei Marchesi Del Carretto…

    Grazie…non speravo in una risposta

  15. Barbara: grazie per ripassare, usualmente rispondo a tutti, mi piace avere un dialogo, comunicare con i lettori, apprendo tanto da loro.
    Per quanto riguarda i costumi, lascio qui alcune note aggiuntive riguardanti testi e pagine web:
    http://www.costumes.org;
    http://www.linguaggioglobale.com/costume/default.htm;
    – John Peacock, Storia del costume, Mondadori, Milano, 1996;
    – ” ” , Costume 1066-1966;
    – Braun e Sheneider, Storia del costume;
    – V.Maugeri, A.Paffumi, Storia della moda e del costume, Calderini, Bologna, 2006.
    Prova con queste informazioni, forse qualcosa ti servirà. A presto leggerci.

  16. Utilissimi i link …c’erano pure i modelli,,
    AZZIEEEE

  17. ciao a tutti, sono una ragazza polacca, ho gia letto quest articolo e con dispiacere devo dire che non mi e sorpreso. E ovvio che l’arte specialmente la pittura e la scultura presentavano il modo di vestirsi, del resto anche oggigiorno lo fa. l’arte e un bel fondo di informazioni del passato.

    Secondo me quest testo ed a posto, pero manca i dettagli, con le curiosita l’articolo sara piu interesante.
    Grazie per attenzione, buona giornata!

  18. Dominika: il post, come altri che spesso pubblico – vedi quelli dedicati alle mappe di certe città -, voleva essere semplicemente fotografico, visivo.
    Tu dici: E ovvio che l’arte specialmente la pittura e la scultura presentavano il modo di vestirsi… , mi dispiace, non sono d’accordo, non sempre l’arte lo rappresenta, talvolta è astrazione, talvolta è fantasia, talvolta è raffigurazione simbolica… Tutt’altra cosa, come ben sai, è il Genere. Buon fine settimana.

  19. lo so, sono una rompi…ma avendo insegnato per anni Storia del costume, avrei qualcosa da obiettare. Soprattutto la frase “Quell’epoca è considerata come l’inizio della moda, una moda ancora legata al passato gotico, dove il colore oscuro e nero in particolare predominava”, ecc. Ti confondi forse con quella che adesso chiamano “moda gotica” che è un tardo retaggio del romanticismo. La vera moda gotica (dal 1200 al 1300) era piena di colore, di pezze di tessuto vistose e contrastanti che avevano tra l’altro, un significato simbolico che a noi ormai sfugge. Per gli addetti anzi, il Trecento è l’inizio dell’abbigliamento moderno, perchè finalmente, dopo secoli di abiti a sacco, l’abbigliamento maschile e femminile cominciò a differenziarsi.
    Scusa l’appunto.
    by

  20. Bianca: le immagini che ho postato rafforzano le tue giustissime considerazioni, vestiti colorati e ben visibili. In effetti, avrei dovuto meglio specificare, considerando anche che un abito nero non era cosa comune, giacché, se ben ricordo, colore difficile da dare a un tessuto. Grazie ancora per la tua precisione. Buona serata.

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