Nadar, pseudonimo di Gaspard Félix Tournachon, nato a Parigi nel 1820 e morto a Marsiglia nel 1910, oltre ad essere un pittore, un caricaturista, uno scrittore, fu anche un pioniere della fotografia.
Il suo studio, nella famosa Boulevard des Capucines, a Parigi, fu un luogo d’incontro di artisti dell’epoca, nonché di letterati. Grazie a lui ci rimangono migliaia di foto scattate a Baudelaire, Manet, Offenbach, Daumier, Courbet, ad altri personaggi famosi, scattate alla stessa Parigi, a gente della strada, immagini catturate in tutte le ore del giorno, ma anche della notte. Desiderava sperimentare la fotografia, capire i suoi segreti, sviluppare e perfezionare quell’idea che l’ossessionava: la foto magistrale.
Nel 1858, Nadar realizzò il suo sogno: fotografare dall’alto, da un pallone aerostatico costruito apposta per lui. Qualche anno dopo, 1861, adoperò la luce artificiale per illuminare oggetti e soggetti. Famose sono le sue riproduzioni dedicate alle catacombe di Parigi e quella scattata a Victor Hugo, nel 1885, sul letto di morte.
Nadar fu sepolto nel Cimitero di Père Lachaise a Parigi.
Rino, fotografando la Storia.
[Maggiori inf. vedi: Alessio Miglietta, Vautrin, il libro, pag.49]

Studio fotografico Nadar.

L’aerostato di Nadar.

Parigi 1858.






Molte grazie per la citazione, carissimo.
… il nostro Nadar, poliedrico mattacchione.
E non è da tutti diventare anche personaggio di illustrazioni di romanzi:
http://jv.gilead.org.il/evans/illustr/pics/27-nadar.jpg
Un piccolo omaggio offerto da Jules Verne a quest’uomo fenomenale.
A presto
ho visto una bellissima mostra di storia della fotografia a firenze. e mi sovviene (!?!) che tu sei di firenze
quanta fatica a fotografare, una volta.
ora fa tutto la macchina: ci si potrebbe concentrare su COSA fotografare. ma non è facile: troppi stimoli, troppo poco allenamento dell’occhio
ciao
amalteo visitando rino
Alessio: grazie per il link, non conoscevo quelle pagine piene di storia e letteratura. Un abbraccio.
Amalteo: ho voluto riesumare Nadar proprio perché fu uno dei primi a scolpire nell’eternità del tempo le immagini della storia, della letteratura, dell’arte; fu uno dei primi a capire che la fotografia poteva essere memoria del presente che passa. Un saluto.
Anche oggi mi hai spezzato per me il pane del sapere.
grazie
marina
Quindi quella e` la prima immagine di Parigi dall’alto… Altro che google heart.
La fotografia è sicuramente una scoperta ineguagliabile. E’ rimasta per tanto tempo una forma di illusione fantastica ai mie occhi, quasi un gioco della scoperta di luoghi, persone, ambienti che non avrei potuto in nessun modo raggiungere.
Grazie a te.
Michele
Rino parli di Nadar!
Sono letteralmente al settimo cielo!
Eleggo questo post il mio preferito in assoluto!
adesso me lo rileggo…
unico come sempre (e insostituibile!)
Marina: devo lodare il tuo bel post di oggi, davvero unico e ben fatto. Abbracci.
Ma.Ni: credo sia una delle prime fotografie di Parigi dall’alto. Saludos por alli!
Michele: credimi, per me ancora oggi la fotografia è magia: com’è possibile con un semplice click avere un’immagine da vedere subito? Vi sono scoperte che suscitano il mio interesse in maniera sproporzionata. Grazie per passare. A presto.
Damiani: noto che anche tu ammiri il nostro buon Nadar. Felicità.
grazie per il link anche da parte mia, una boccata di storia…mi ci voleva! Notte
grazie per il link anche da parte mia, una boccata di storia…mi ci voleva! Notte
ho detto io che questo blog era una chicca…non credere se non vedi commenti che io non sia passata. E’ talmente bello imparare cose nuove che ci vengo più volte al giorno perchè devo mettermi in pareggio. la fotografia per me è un ‘arte. Immortali un momento come se fosse un quadro.
Ricordo bene l’immagine di Gérard de Nerval immortalato magistralmente da Nadar…
un abbraccio
Di Nadar ne ho giusto sentito parlare recentemente dureante la visita al Museo Alinari (forse e’ a quella che si riferisce Amalteo?).
In effetti mi affascina molto la fotografia pionieristica. Avevo gia’ visto anni fa il Museo Alinari nella vecchia sede di Palazzo Rucellai. Ma mi e’ piaciuto molto anche il nuovo allestimento alle Leopoldine in Piazza Santa Maria Novella. Te lo consiglio.
Un caro saluto,
Francesca: grazie a te. Una buona giornata.
Io e papperina: grazie, mi lusinghi. Permettimi venire a vedere il tuo blog. Un saluto.
Maria: le foto di Nadar, almeno per l’epoca, avevano dell’artistico, dell’insolito, erano piene di storia. Oggi, riuscire a fare una buona foto occorre poco, ma nel 1800 era tutto un lavoro. Un bacio.
Artemisia: confesso che non l’ho ancora visitato, andrò a vedere, giacché la fotografia d’epoca mi attira tanto. Un abbraccio.
Per uno studio così potrei impazzire di gioia ma, a parte ciò, volevo dirti che mi piace molto la grazia con cui racconti la storia.
M.Cristina: grazie, sono contento ti piacciano i miei post. Un abbraccio, se mi permetti.
Sono affascinata da questo splendido
post. Mi piace lo spazio che hai creato
complimenti
Josè
Grazie Josè, benvenuta. Spero non deluderti. A presto, dunque.
Tempo fa scrissi un racconto ispirato a lui, ma non pulsava della stessa utopia e venne confinato ad un cassetto
Non sarebbe ora, Guccia, di ripigliarlo, rispolverarlo e, magari, darlo alle stampe? Un saluto.
[...] organizzate, come si vedevano? Certo, non abbiamo fotografie dell’epoca – l’invenzione della macchina fotografica avverrà nei primi dell’800 -, dobbiamo pertanto scomodare i pittori, quei pittori che [...]
[...] un altra pagina appuntava: “Chi non ha ballato, cantato, predicato, parlato sulla scena di Parigi, non ha veramente ballato, cantato, predicato, parlato”. Hugo amava la sua città e la [...]
ho guardato la data del post… e mi chiedo: ma come leggevo io allora??
..Adesso mi sono pure persa nel Cimitero Père Lachaise… dove fra l’altro andai molti anni luce fa e, senza mappa, il mio istinto di “strega” mi fece trovare solo la tomba di Allan Kardek!
… Inoltre è appassionante vedere certi personaggi nei ritratti, tutti meravigliosi nelle innumerevoli sfumature del bianco nero (che adoro)!!
Meno male che riproponi i post precedenti!!
Mercí beaucoup
Stefi
Stefi: sembri un piacevole topo di biblioteca che va alla ricerca di vecchi libri, vecchi articoli in questo caso
Confesso che anche a me piace sbirciare negli archivi dei blog altrui, si scovano post davvero interessanti. Buona nottata.
[...] dipinse circa 200 quadri nel trascorso della sua vita. Espose, per la prima volta, nel Salone di Parigi nel 1849 con il celebre dipinto: Il mugnaio, suo figlio e [...]