Dedicai quasi tutto il mese del passato e piovoso mese di novembre leggendo testi che trattavano la Riforma e Controriforma, un’epoca storica caratterizzata da violenze davvero inaudite.
Uno dei libri che mi colpì fu Le guerre di religione nel Cinquecento, di Corrado Vivanti, edito da Laterza, nel 2007.
Dice l’autore: “Con guerre di religione si indicano solitamente le lotte intestine francesi della seconda metà del Cinquecento, sebbene ancora nella prima metà del secolo successivo scoppino torbidi e conflitti provocati da contrasti di fede. La stessa guerra dei Trent’anni (1618-1648 ), che sconvolse gran parte dell’Europa, ha inizio con una rivolta nella Boemia per ragioni religiose, e alla fine la pace di Vestfalia (1648 ) sancirà la possibilità per gli stati dell’Impero germanico di stabilire la religione da seguire, (…)”.
Combattute fra protestanti e cattolici nella Francia del XVI secolo, furono lotte spesso e volentieri piene di una ferocia davvero inconsueta, di un esasperato fanatismo religioso, a volte confuso con voglia di vendetta privata e voglia di potere. Si combatteva fra città e città, fra villaggio e villaggio, fra famiglia e famiglia, fra fratello e fratello. Ricordiamo la Notte di San Bartolomeo, 24 agosto 1572, tristemente famosa per l’uccisione di migliaia di ugonotti francesi, evento voluto da Caterina de’ Medici, madre del re di Francia Carlo IX. Sono anni difficili, sono finanche epoche di carestie e carovita, di malcontento popolare. Gli inverni sono freddi, i fiumi si gelano, i raccolti sono magri, siamo negli anni ottanta del 1500. Le guerre di religione entravano in un’epoca davvero angosciante. Il libro ci parla altresì delle ostilità nei Paesi Bassi, di Filippo II di Spagna, ci narra della spedizione dell’Invincibile Armada e degli aiuti finanziari della regina d’Inghilterra Elisabetta I a favore dei protestanti.
Tutto finisce con la grande ripresa della monarchia francese, dove il re ritorna a essere l’unico capace di ristabilire un ordine perduto, capace di restaurare una pace da tutti, ormai, voluta. Il volume è completato da una interessante cronologia e da una buona bibliografia. Lo consiglio anche per approfondire temi poco conosciuti della storia europea.
Felicità.
Rino, nella Francia del XVI secolo.









Rino ultimamente hai prodotto tantissimo!
devo recuperare…
Fra pochi giorni sarò lì, a Saint Germain l’Auxerrois, ove la campana a martello, segnale convenuto, diede il via ad uno dei massacri più cruenti della storia di Francia. Ancora oggi il sangue versato in quella congiura, nella maledetta notte di san Bartolomeo, macchia il suolo divino della nostra amata Parigi.
Damiani: cerco di andare avanti a passo spedito, ho tanto da aggiungere. Poi riposerò qualche giorno. Un saluto.
Alessio: buon viaggio, allora. Ti auguro di vedere-rivedere tanti luoghi ricchi di fatti e misfatti, di immergerti in quella Francia che tanta storia e civiltà ha dato al mondo e nello stesso tempo assaporare la Parigi che tanto amiamo. Un abbraccio, carissimo.
Ha ragione Damiani.
Sei un vulcano amico mio e ora mi metto qui buona buona e faccio un tuffo nel passato attraverso le cose che hai scritto.
Che la storia sia sempre con te :-))
Hai letto
“Q”
dei Luther Blisset?
Chirieleison: grazie per passare a leggermi. Buona serata. Abbracci serali.
Anne: non l’ho ancora letto, spero provvedere ben presto, anche perché mi dici in OkNotizie essere un gran bel libro. Un saluto e grazie per compartire le tue letture.
sono sempre rimasto colpito dal fatto che in un secolo così terribile michel de montaigne abbia potuto elaborare i suoi Essais. così pieni di tanta saggezza, tolleranza e valori individuali
amalteo pensoso
Accidenti e’ vero, son rimasta indietro parecchio… ma recupero di certo, sono troppo interessanti i tuoi post ed e’ sempre un piacere per me degustarli.
Un caro saluto
Dona
Amalteo: a volte rifletto sul fatto che deve esserci un equilibrio fra bene e male, tra fatti e misfatti, per cui a tanta violenza si doveva rispondere con grande senso di armonica prosa. Buon pomeriggio.
Dona: grazie per passare. Un abbraccio.
Ho sempre trovato incredibile l’accanimento e la ferocia delle guerre di religione. Ho sempre sospettato che dietro la religione ci fossero ben altre ragioni, soprattutto di natura economica. Non a caso tu accenni alle carestie. Sembra interessante questo libro.
Felicita,
Artemisia, annaspando tra i numerosi post interessanti da leggere
Artemisia: certo, dietro le lotte di religione, vi sono interessi politici, militari, interessi economici; la vera religione, quella che unisce, non può mai essere belligerante. A presto.
Anch’io devo recuperare, ma lo faccio, non mi posso perdere nenache uno dei tuoi post…
Ho letto anch’io questo libro e l’ho trovato molto interessante. Giulia
[...] le statistiche mi sono accorto di un particolare: ben 189 persone hanno visto il post dedicato alle Guerre di Religione e 103 quello su Giovanni Battista Piranesi, il tutto in appena 7 giorni. Per me, per questo blog un [...]
[...] anche: Le guerre di religione del 1500 [...]
[...] avrebbero cambiato il corso degli eventi. Ciò che viene in mente, d’acchito, è per esempio la Controriforma del XVI secolo e il Concilio di Trento, rilevante per aver cambiato certi principi e certe regole, che [...]