
Siamo negli anni della pirateria ottomana, nei secoli XV, XVI, anni di scorribanda dei famosi corsari Barbarossa, Occhialì, Dragut e tanti altri. Costoro attaccavano le navi spagnole, francesi, genovesi, dello Stato Pontificio, le depredavano, facevano schiavi i marinai e trasportavano la mercanzia nei porti barbareschi di Algeri e Tunisi.
Scriveva in quel tempo un ambasciatore veneziano al suo governo:
” (…) In Algeri e in Tunisi risiedono mercanti livornesi, corsi, genovesi, fiamminghi, francesi, inglesi, giudei, veneziani e di altri Stati. Costoro comperano tutte le robe predate e le mandano allo scalo franchissimo di Livorno e di là si diffondono per tutta Italia. Se ne fa parimenti qualche spedizione per Genova, Villafranca, Nizza sotto Savoia e da Nizza per Marsiglia. Ma il principale inviamento è per Livorno dove all’entrata non si esige il dazio e per un anno il mercante può tenere in quella piazza tutta la mercanzia senza essere sottoposto a gravezza alcuna.” [1]
Interessante è notare il percorso di un determinato prodotto che, per esempio, partito da Napoli per la Spagna, veniva rubato dai corsari, scaricato ad Algeri e da qui, tramite i mercanti italiani, ritonava in Italia, a Livorno. Livorno, pertanto, era in quegli anni, grazie al porto franco, città di una fiorente economia, piena di attività secondarie legate spesso al commerci portuali.
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[1] A. Petacco, L’ultima crociata, ed. Mondadori, 2007, pg. 47.
forse è arrivato il momento in cui imparerò la storia anch’io! :)
Passo da qui e vedo tutto nuovo e bello.
Davvero bello, tutto quanto.
Sono ocntento per te perché le persone colte come te nno possono che migliorare per ‘n’ volte.
Cambio subito il link, lo faccio ora che chiudo questi saluti per te che sei una persona cara.
Un carissimo saluto
Davide, in visita alla tua nuova casa :-)
Francesca: la storia è interessante, anche perché aiuta a capire il presente, giacché siamo il prodotto del passato. Grazie. Buon fine settimana.
Davide: sono contento vederti da queste parti. Grazie per passare. Seguo sempre con interesse i tuoi sviluppi letterari, il tuo crescere. Un saluto.
Le vie del mare sono elemento trainante per una società qualunque essa sia e la storia lo dimostra.
Ho sempre pensato che ridurre le quattro ruote su due autostrade incredibili (tirreno-adriatico) o la costruzione di acquedotti che portano acqua dalle alpi al sud e non solo il nostro ma anche dei popoli nordafricani.
Ah la storia, alle volte non ci soffermiamo troppo!
Ciao Michele
Rino sarebbe interessante studiare il percorso delle merci e tracciarne le rotte di partenza e ritorno…
sempre più interessante.
Ci fai immaginare quella Livorno lontana nel tempo, un melting pot e un centro di floride e varie attività, magari non proprio tutte lecite ;-p. Ma la storia è anche questo. Buon fine settimana, Annarita
Livorno ha ancora tracce storiche di quel periodo, io almeno ho vissuto quell’atmosfera. Bello, Giulia
Michele: proprio come ben dici, il mare è stato l’autostrada del passato, l’autostrada che univa occidente a oriente, Europa all’America. Per il mare è arrivato lo sviluppo, le tecnologie, i viveri, i mezzi per permettere alla società di sviluppare le proprie capacità. Un saluto.
Damiani: a volte, mi piace indagare l’itinerario di una certa mercanzia, la sua origine, la sua provenienza, come è giunta a noi, mi affascina scoprire particolari poco noti. Un abbraccio.
Annarita: Livorno fu un buon porto in quei periodi, grazie anche alla circolazione di denaro fresco proveniente dai numerosi ebrei che la abitavano. Buona domenica.
Giulia: ho avuto la fortuna di vivere un anno a Rosignano Marittimo, appena qualche chilometro da Livorno, e mi piaceva bighellonare per quella città che ancora oggi risente dell’influenza della storia passata. Livorno possiede la qualità di essere punto di comunicazione, punto di incontro culturale, punto di scambio mercantile. Buon fine settimana.
Sono incappato grazie a babbo google in questo blog, sulle orme di Dragut.
In qualche modo, questo pirata turco è sempre stato con me in giro per il Mediterraneo.
Qui
http://nulladiessinelinea.wordpress.com/2008/04/09/dragut/
ho pubblicato un articolo-racconto che ne parla (o meglio, che parla del nostro intrecciarci).
Complimenti per il blog. Condividiamo lo stesso amore per la storia.
Davide
Davide: benvenuto e grazie per passare. Certo, sbirciando il tuo-vostro blog mi sembra che condividiamo l’interesse per la storia. Una buona serata e a presto leggerci.
[...] sud, partendo da quelle siciliane a quelle pugliesi e calabresi e continuando con quelle romane e toscane, erano preda di frequenti assalti. Le città del Salento, fra le altre, ricevettero frequenti [...]
[...] alla ricerca di un bottino da portare a casa. Bottino vuoi materiale che fisico, bottino di merci, bottino di esseri umani. Non si risparmiavano colpi, né dalla parte europea, Spagna, Venezia, [...]