
1492, 12 ottobre: Cristoforo Colombo raggiungeva le isole dell’America centrale. Pochi anni dopo, la conquista spagnola di quelle terre assumeva un carattere poco felice.
Cappellano delle truppe del capitano spagnolo Pànfilo de Narvàez era un domenicano missionario di nome Bartolomé de Las Casas (1474-1566), di origine sivigliano. Era sbarcato sull’isola Spagnola, oggi Haiti, nel 1502 all’età di 28 anni, con il fine di farvi fortuna e ottenere qualche beneficio ecclesiastico. Al seguito di quelle truppe, vide scempi di tutti i tipi, indiani uccisi senza alcuna ragione e fatti prigionieri e quindi schiavi, vide torture, violenze e crudeltà cui mai aveva assistito.
Certo, già Colombo aveva usato la forza per imporre la sua autorità, ma fu solamente dopo che questa fu adoperata in modo davvero inusitato. Nel 1519 – siamo nei primi momenti di reggenza di Carlo V – un gruppo di domenicani, già da una decina di anni stabiliti nella Spagnola, scriveva al cancelliere del re, M. de Chièvres:
“… le genti che qui s’erano potute contare, cioè un milione e centomila anime, sono tutte distrutte e disfatte, e non ne restano oggi che dodicimila tra bambini e adulti, vecchi e giovani, sani e malati”.
Lo stesso Bartolomé del Las Casas annotava nella sua Brevissima relazione della distruzione delle Indie:
“Nell’anno 1517 fu scoperta la Nuova Spagna, e fin dai primi giorni ne seguirono grandi scandali e non poche morti fra quegli indiani. Nell’anno 1518 le genti che si dicono cristiane andarono a saccheggiare quelle terre e a seminarvi morte: e sostenevano di recarvisi a popolarle. Da quel 1518 a oggi, anno 1542, tutte le iniquità, tutte le ingiustizie, tutte le violenze e tutte le tirannie perpetrate dagli spagnoli nelle Indie han raggiunto il loro colmo e sono straboccate. I cristiani hanno perduto ogni timore di Dio e del re, resi immemori finanche della loro stessa natura”. (1)
Qualche tempo prima, nel 1511, in un sermone rimasto famoso, fra’ Antonio Montesinos avvertiva gli spagnoli:
“Dite con quale diritto e quale giustizia tenete in sì crudele e orribile servitù questi indiani? Con quale autorità avete condotto sì detestabili guerre contro queste genti che vivevano mansuete e pacifiche nelle loro terre, in queste terre dove in numero infinito li avete annientati con morti e scempi di cui mai s’era udito prima? … Tenete certo che a cagione del modo in cui vivete non potrete salvarvi più di quanto lo possano fare i mori e i turchi che ignorano o rifiutano la fede di Gesù Cristo”.
Lo scempio durò a lungo, gli indiani venivano trucidati a migliaia. Dopo tanti sforzi, nel 1542, Bartolomé de Las Casas riuscì a far emanare dal re una legge – Nuove Leggi delle Indie – in cui si proibiva, almeno formalmente, la schiavitù delle popolazioni indigene. Lo dobbiamo, in un certo qual modo, a lui se le condizioni degli indiani, con il passare degli anni, migliorò, prova ne è il forte odio che riceveva dai suoi avversari. E bisogna sottolineare che è stata la sua penna, i suoi scritti a comunicare i massacri perpetrati, insieme alla comunicazione verbale. “Nessuno ha saputo come lui, con la medesima abnegazione, consacrare un’immensa energia e mezzo secolo di vita a migliorare la sorte degli altri.” (2)
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1. pg. 60.
2. Tzvetan Todorov, La conquista dell’America, Einaudi, 1984, pp. 209, 210.
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- Bartolomé de Las Casas, Brevissima relazione della distruzione delle Indie, Mondadori, 1996.
- Bartolomé de Las Casas, La controversia sugli Indios, Edizioni di Pagina, 2007.
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(Articolo rivisto e aggiornato il 2 Febbraio 2012)












25 marzo 2008 at 6:33 pm
ho preso nota della nuova casa
sarò felicemente qui a trovarti
25 marzo 2008 at 6:37 pm
Era partito con scopi personali, ed è riuscito a soddisfare tante persone. (sempre formalmente)
25 marzo 2008 at 6:57 pm
Caspita! Ti sei subito messo a fare gli straordinari. Mi appunto l’indirizzo e torno.
25 marzo 2008 at 7:46 pm
Ho linkato il tuo nuovo indirizzo.
(E poi…come non stimare uno come te che sa usare con tanta classe e nonchalance la parola “codesto”?)
25 marzo 2008 at 11:16 pm
… in bocca al lupo per il nuovo progetto.
… come faccio ad avere l’avatar?
25 marzo 2008 at 11:41 pm
Ecco, ora ho l’avatar
26 marzo 2008 at 12:03 am
Auguri e complimenti per la nuova casa.
Mi pare che questa sia più luminosa
A presto
26 marzo 2008 at 12:21 am
benvenuto su wordpress, tornerò con piacere a trovarti!
26 marzo 2008 at 11:25 am
Ultimamente ho letto un libro sulle streghe, l’inquisizione e i genocidi della Chiesa nei secoli.
Ovviamente non erano cose nuove, per me, ma leggere fatto per fatto, i numeri, le modalità è stato orribile.
Quello che più odio è che se una persona si professa nazista, la gente inorridisce (giustamente, per carità). Ma se uno si professa cattolico, invece, ha tanti inchini e applausi.
Quando invece, calcolando si superano i duecento cinquanta milioni di morti in poco più di duemila anni…
26 marzo 2008 at 11:25 am
Ma che bello il tuo nuovo blog Rino!
è davvero stupendo!
ci verremo ancor più contenti!
26 marzo 2008 at 1:08 pm
Ho appena aggiornato il link al tuo blog. Complimenti per questo bel pezzo di storia americana.
Bartolomé de las Casas ha fatto molto per le genti d’America, anche se è servito a poco, ed ancora oggi, visitando uno qualsiasi di quei paesi, si può vedere l’effetto nefasto che ha avuto il non seguire i suoi consigli.
26 marzo 2008 at 1:59 pm
Amalteo: grazie per passare, ti aspetto.
Pandoro: a volte la situazione sfugge dalle mani, come avendo – i fatti – una vita propria. Grazie per venire a salutarmi.
Ma.ni: straordinari doppi e tripli, anche per capire come funziona questo dominio. Un abbraccio a voi nell’eterna primavera costaricense.
Luciano: troppo gentile. Sono contento sei venuto a trovarmi, spero vedere anche Michele Crismani. Saluti ai tuoi, per favore.
Alessio, amico mio: un abbraccio a te e alla tua dolce metà. Quando ci vediamo?
Chirieleison: ho aperto le finestre, cambiato l’aria, spostato i mobili, pulito i suppellettili. Un abbraccio.
Francesca: grazie, mi sono permesso venirti a trovare. Ciao.
Alice: certo, in nome della religione si sono fatte e si fanno ancora oggi guerre, seguono gli stermini, le distruzioni. Nulla è cambiato, a parte i nomi, le date e gli accadimenti sotto altra natura.
Damiani: eccoti, confesso che ti aspettavo. A presto, carissimo.
Eternauta: purtroppo spesso una sola persona può far poco per cambiare un determinato evento, in ogni modo la sua denunzia, parlo quella di Bartolomé, fu l’inizio per qualcosa di più concreto. Buon pomeriggio.
26 marzo 2008 at 2:04 pm
Torno da Parigi il 30 aprile. Potremmo organizzare un incontro prima che arrivi la canicola….
p.s. Ti ho inviato un messaggio su splinder.
26 marzo 2008 at 2:31 pm
Alessio: d’accordo, Aspetto tue notizie. Buon viaggio.
27 marzo 2008 at 1:02 pm
[...] numeri che identificano una realtà passata. Di seguito, la quantità di schiavi che arrivarono nel Nuovo Mondo fra il 1492 e il 1870 [...]
28 marzo 2008 at 2:57 pm
ciao! Non so come, ma nella Dashboard del mio blog tumblr sono finiti i tuoi articoli! ( quelli del tuo blog tumblr naturalmente) Non so proprio come spiegarmelo…
28 marzo 2008 at 3:23 pm
Francesca: sicuramente perché mi hai aggiunto come preferito. Toglili, se vuoi.
28 marzo 2008 at 8:22 pm
ah oK!!! Credevo di aver combinato un casino. No che non ti tolgo, ci mancherebbe!!!