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Feb 162008
 

Ripetere aiuta, dicevano i nostri padri, magari analizzando gli eventi sotto altri punti di vista, con altri documenti, con altre dichiarazioni.
E pur avendo già trattato il tema del Sacco di Roma del 1527, riprendiamo l’argomento e leggiamo cosa scriveva il 9 maggio 1527 Francesco Gonzaga, ambasciatore di Mantova presso la corte pontificia, al marchese Federico:

Lanzichenecchi in battaglia, di Hans Holbein“Molti casi horendi sono accaduti in questa miseranda rivoluzione, li quali a pensarvi solo comoveno le viscere tra li altri alcuni cittadini romani vedendosi redutti in necessità de andare in mano di Spagnoli, loro et loro donne, come moglie sorelle et figliole, si sono chiusi in una camera et hanno con un pugnal medesimo morte le donne et duoppo loro istessi per fugire de non andar ne le mano loro, e questo è stato fatto da tre o quattro che mi son diti ma è da pensar che molti altri habbino fatto il medesimo. Per Roma non si vede anima viva di quelle che prima vi habbitavano, e solo vanno in volta soldati. Del vivere di pane et altro non c’è provvigione al mondo, tutti li fornari et li artifici d’ogni altra sorte sono pregioni o persi, di mo’ che mia credo non si vedese la più stupenda e miserevole cosa di questa. La carestia è estrema, et in questa casa dove siamo, è morto qualche persona di fame; è stato venduto il pane un ducato l’uno, purché anche se ne ritrovasse pareria buon mercato. Mai fu la maggior pietà de questa: io per me confesso esser fuori di me et stupefacto et parmi mutato il mondo in tutto et non so qual maggior inferno possa esser che a questo, dovecché si può far iuditio che questo sia il principio de la ruina del mondo.”

Nello stesso tempo Sebastian Scherthlin, un lanzichenecco di Rurtenbach, annotava nelle sue memorie:

“Abbiamo preso d’assalto Roma; gli uccisi furono più di seimila, saccheggiata l’intera città, nelle chiese e sopra terra prendemmo tutto ciò che trovammo.”

*****

- A. Monti, La guerra dei Medici, Nuova Toscana Editrice, 2007.

Comments

  5 Responses to “I lanzichenecchi a Roma, testimonianze”

  1. Caro Rino,
    è impressionante leggere gli stessi eventi vissuti attraverso il particolareggiato dramma dei vinti e la ragionieristica sintesi dei vincitori.
    Eppure c’è qualcosa che non riesco a mettere a fuoco, quasi come se trovassi in questa contrapposizione un certo equilibrio. Ma preferisco fermarmi con questa bislacca considerazione perchè rischierei di scrivere solo sciocchezze.

    A te l’augurio di una felice domenica.

    Stefi

  2. Stefi: lo storico ha la necessità, per una migliore comprensione degli avvenimenti, leggere tutti i documenti possibili, sia da parte dei vinti che dei vincitori, che addirittura degli estranei. Solo in tal modo riesce a farsi un quadro più o meno completo di come avvennero certi fatti e misfatti, il tutto restando, lui, al di sopra delle parti, non criticando né giudicando, ma semplicemente esponendoli. Una felice domenica.

  3. saccheggi e disumanità….morte e stragi….
    poi, una “forza” che trascende la gioia e il dolore umani e si esplica attraverso avvenimenti decisioni intrighi investimenti mire di potere scoperte ideologie ….. il cui gioco e gli intrecci ci affascinano e ci coinvolgono, destando in noi sempre rinnovato interesse…
    La storia vista dalla parte delle gioie e dei dolori dei popoli e la storia vista come espressione di idee, gioco politico, pulsioni umane di singoli o di gruppi….
    Oggi sempre di più ci si sente portati a volerla considerare soprattutto nei suoi aspetti più “umani”. Questo breve ed eloquente documento ci rivela in modo assai vivo proprio l’aspetto “umano”!

  4. … anche se il documento, come è stato qui ben messo in rilievo, contiene dell’altro.

  5. Rosalia, grazie per il commento. I giochi della storia a volte sono imprevedibili, anzi, azzarderei dire, sempre, sebbene causa ed effetto potrebbero avere un certo continuum. E mi piace poter offrire più punti di vista per un dato evento, documenti che provengono dai vincitori, dai vinti, dagli estranei, e via dicendo. Dopotutto, usualmente, è dalla molteplicità che si può ricavare un miglior riassunto.
    Buona giornata.

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