Aug 302015
 

Le sue strade sono lastricate di cultura,
mentre le strade delle altre città sono ricoperte semplicemente di asfalto.” (1)

Vienna val bene una flânerie, un vagabondare alla scoperta della “personalità” della città, un modo per superare quel turismo di massa oramai senza senso, quel visitare mordi e fuggi la Cattedrale di Santo Stefano, l’Hofburg, l’Albertina, il Palazzo del principe Eugenio di Savoia, il castello di Schönbrunn, o il Prater o ancora l’Hotel Sacher, un gioco destinato a un passato che voleva un visitatore poco attento al palpitare della vita quotidiana.

Solo in un far flanella senza tempo e senza destino puoi assaporare la vera quotidianità di un popolo, fuori dai circuiti turistici, là dove puoi stringere la mano a un operaio ungherese ringraziandolo per darti indicazioni stradali, chiedere a un gentiluomo slovacco dove ha comprato quel determinato libro che attira la tua attenzione, e poi la vicina di casa, viennese, che trovandoti per le scale della casa che hai preso in affitto per qualche mese, ti invita a un caffè e insegnarti due frasi in tedesco. La Vienna multietnica di un tempo è presente ancora oggi, è la parte da conoscere.

Café Central, Vienna

Café Central, Vienna

Allora Vienna rivela il suo lato più umano, quello che si palesa quando si girovaga privi di una ben precisa meta, fra vie viuzze piazze quartieri, e si ha tempo per sedersi in un caffè, magari al Central che vide Robert Musil o Joseph Roth o Peter Altenberg, quest’ultimo senza dimora fissa come te, e scambi due parole con il cameriere o intavoli una discussione in inglese con il forestiero che hai accanto, pure lui nomade come te, avanti negli anni, accingendosi a scrivere dei suoi viaggi per una rivista on-line olandese.

Museums Quartier, Vienna

Museums Quartier, Vienna

La flânerie dovrebbe esser parte integrante della vita post-moderna, in quest’epoca mobile più di prima, in cui i giovani di tutto il mondo si incontrano e scambiano cultura relazioni sogni propositi abbracci e baci, seduti in un “estroso” divano al Museums Quartier. Luogo che il poeta Joseph Richter diceva “…residenza ove stanno i cavalli dell’imperatore, essi sono meglio alloggiati dell’imperatore stesso” (2). Lentamente acquisisci il tempo per te stesso, risultato di una coscienza che prende forma dall’io interiore, che man mano si spoglia di falsa e inutile materialità. Pertanto, sostare nella sala d’entrata del Mumok è momento per cercare di identificare, altresì, gli innumerevoli idiomi e dialetti che ascolti accanto a te, e ti vien voglia di approfondire.

Automobili classiche, Vienna

Automobili classiche, Vienna

È così che un flâneur s’immerge nel vibrare di una città, andando per vie poco battute dalla massa, mettendosi per stradine che a malapena sanno gli stessi residenti, scontrandosi con scene di un prossimo film che lentamente prende forma alla voce gutturale tedesca: “ciak, si gira”. Ti rendi conto che è possibile ambientare nel presente un passato imperiale, maestoso, che sembra tuttavia vivo, e che se non fosse per gli abiti e per gli oggetti di diverso disegno, potresti dire star vivendo nel Novecento. Anni, quei primi del XX secolo, che hanno visto la forza rivoluzionaria delle idee di Freud, Klimt, Wittgenstein, Schiele, Roth, Mahler, e tanti altri, testimoni di una splendida epoca di cui cerco respirare l’essenza nell’aura che circonda gli edifici dove hanno soggiornato.

Marco d'Aviano

Marco d’Aviano

Vedi! Vedi come l’energia di una realtà ti avvolge e inconscio ti porta dove lei desidera: perché è lei che dirige il tuo andare. E stavolta vuole che tu scopra nella Chiesa dei Cappuccini la tomba di un frate italiano che pochi conoscono e che tanta importanza ha avuto nella storia d’Europa. Qualcuno dice che l’ha salvata dagli ottomani, qualche altro invece afferma che tutto si deve al polacco Jan Sobieski o a Carlo V di Lorena… ma noi siamo fra coloro che brindano con un cappuccino alla sua salute (»»qua la storiella a lui legata). Era il settembre 1683, per poco non parlavo il turco o chissà l’arabo. Nobili lingue, per carità.

Johannes Gutenberg

Johannes Gutenberg

Che bello, c’è anche lui! Grazie Johannes, i tuoi caratteri mobili e i tuoi torchi hanno dato un’accelerata alla storia occidentale (»»qua). Ecco, di te, caro tedesco di Magonza, mi sono ricordato quando ti ho incontrato in quella statua a due passi dalla cattedrale di Santo Stefano. Seduti sul tuo piedistallo degli ignari turisti spegnevano i mozziconi di sigarette sul tuo marmo, sconoscendo di sicuro che la guida turistica nelle loro mani si deve proprio alla tua creatività. Ah, come l’uomo dimentica sovente il passato e s’inganna della propria superiorità rispetto all’altro!

Mariahilferstrasse, Vienna

Mariahilferstrasse, Vienna

Il flâneur passa per Leopoldstadt, distretto povero di Vienna, poi per il Prater, ambiente dei senzatetto, poi ancora per i caffè, dove è di casa, dove s’incontra per leggere il giornale o concludere un affare, dove gioca a scacchi, dove ordina un bicchiere di idromele.” (3)

Cambiano i tempi, i percorsi della vita si modernizzano alla velocità della luce e allora Mariahilferstrasse è una di quelle zone commerciali per eccellenza, zona pedonale dove fra biciclette compratori affannati e americani con un caffè di Starbucks nella mano, qualcuno corre alla ricerca di un gelato vegano da Bortolotti. Di vegani e vegetariani Vienna oggi è piena, l’offerta di prodotti è vasta e assortita. Pensare che in quell’area, all’epoca del primo assedio di Vienna, 1529, da parte di Solimano il Magnifico, pascolavano liberamente mucche cavalli e buoi.

Luna piena, Vienna, Agosto 2015

Luna piena, Vienna, Agosto 2015

Attardo il passo, guardo in alto e Vienna mi regala a metà Agosto una grande luminosa luna piena, mentre accendo in ritardo due candele di ritorno a casa – è venerdì di Shabbat -, in un quartiere pieno di stranieri in cui le lingue si mescolano, le culture intrecciano i fili e si divertono a confondere le origini, se mai ne avessero. Vienna multietnica è anche questo, l’aver accettato il diverso, lo straniero, e lo noti, fra l’altro, negli abbracci degli studenti di colore quando si ritrovano, o nel tram in cui un locale lascia il posto a un anziano che vedi dalla pelle non esser di qua. Il passato è una memoria tuttavia viva, una storia che non si può ignorare, un prodotto che viene da lontano.

*****

– 1. Karl Kraus, Elogio della vita a rovescio, Ed. Studio Tesi, Pordenone, 1988, pag. 14.
– 2. in Martin Haller, Pferde unter dem Doppeladler, Georg Olms, 2002, S. 60.
– 3. Gaspare Armato, Il senso storico del flâneur, Autorinediti, Napoli, 2011, pag. 61.

*****

Il senso storico del flâneur

*****

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInShare on TumblrEmail this to someone
Aug 252015
 
Buon compleanno cardinal Ippolito d’Este

Franz Liszt (1811-1886) amava Villa d’Este, a Tivoli. E l’amava a tal punto che, durante uno dei suoi soggiorni in alcune delle sue stanze, fu ispirato per comporre, fra l’altro, Les jeux d’eaux à la Villa d’Este. Non si può comprendere Liszt se non si visita Villa d’Este e le armonie delle sue forme, del suo giardino, del suo insieme. Prodotti del nostro festeggiato. Figlio di Lucrezia Borgia (1480-1519) e Alfonso I d’Este (1476-1534), nipote di illustri personaggi rinascimentali, il nonno paterno era Ercole I d’Este (1431-1505), secondo duca di Ferrara, famoso mecenate, mentre quello materno niente di meno che [segui leggendo]

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInShare on TumblrEmail this to someone
Aug 202015
 
Il bombardamento di Dresda, 1760: immagine

Dresda è oggi una realtà di poco più di 500.000 anime nella Sassonia tedesca, solcata dal fiume Elba, città dove, qualche anno dopo gli eventi che racconteremo, Goethe (1749-1832), il ben famoso scrittore tedesco, viaggiando e visitando nel 1768 le opere d’arte raccolte in città, sapeva della morte di un suo amico, Winckelmann (1717-1768), famoso storico dell’arte tedesco. Ebbene, sembra che la storia sia passata con particolare enfasi da quelle parti, almeno negli ultimi 300 anni. Ricordiamo i forti scontri avvenuti fra Napoleone Bonaparte e la sesta coalizione formata da Impero austriaco, Russia e Prussia fra il 26 e 27 [segui leggendo]

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInShare on TumblrEmail this to someone
Aug 152015
 
Buon compleanno bibliotecario Fernando Colombo

Figlio illegittimo del ben famoso Cristoforo con Beatriz Enriquez de Arana, che mai prese in nozze, noi qua lo ricordiamo per esser stato un umanista e un bibliotecario di primo piano, nato proprio il 15 agosto. Fernando Colombo (1488?-1539) accompagnò il padre nel suo quarto e ultimo viaggio verso le Nuove Terre, aveva appena 13-14 anni. Libri, cosmografia e matematica furono le sue passioni, oltre ai viaggi per l’Europa. Famosa la sua biblioteca, Hernandina o Fernandina, come lui stesso volle chiamarla, riunendo più di quindicimila volumi, di cui 1600 circa persi in un suo viaggio da Venezia a Siviglia (1). [segui leggendo]

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInShare on TumblrEmail this to someone
Aug 102015
 
Elisabetta I e i suoi palazzi

Nella Storia qualunque particolare deve essere analizzato per meglio avvicinarsi, fra l’altro, alla personalità del personaggio che stiamo studiando, e non importa se possa d’acchito sembrare insignificante, ché una determinata epoca è fatta nondimeno di un’immensità di piccole circostanze che completano e le danno una certa visione d’insieme, basta, a mo’ d’esempio, leggere la prima lettera che la futura sovrana inglese ancora fanciulla scriverà al padre (»»qua). Come tutti i regnanti della sua epoca, anche Elisabetta I (1533-1603) aveva i suoi palazzi in cui soggiornare a piacimento, o dove ricevere delegazioni e rappresentanti, o semplicemente per piacere. Ricordiamo brevemente il [segui leggendo]

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInShare on TumblrEmail this to someone
Aug 062015
 
Raccontando la Storia/1, pdf da scaricare

Una serie di articoli sulla Storia raccolti a mo’ di rivista illustrata da scaricare in formato pdf., 38 pagine da leggere gratuitamente e condividere con gli amici. Raccomando cliccare sui link per ulteriori approfondimenti, alcuni portano a interessanti video altri a libri consigliati altri ancora a informazioni aggiuntive. Grazie per la tua attenzione, grazie anche a coloro che hanno partecipato.   … passaparola!

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInShare on TumblrEmail this to someone
Aug 012015
 
La Morte e la Donzella

di Ute Margaret Saine Questa foto, a destra, del 1900 ca. ci ricorda la preziosa lied di Franz Schubert (1797-1828), “La morte e la donzella” (Der Tod und das Mädchen), o forse l’opera di teatro dello stesso nome, “La muerte y la doncella” di Ariel Dorfman (1), sulle conseguenze della dittatura di Pinochet in Cile. Nel 1994 il regista Roman Polanski ne fece un film con Sigourney Weaver e Ben Kingsley. Basato sull’opera teatrale presentata a Londra nel 1991 da Dorfman, l’argomento parla di una donna violentata diverse volte mentre stava nelle carceri di un non precisato regime latino-americano di [segui leggendo]

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInShare on TumblrEmail this to someone
Jul 292015
 
Il Quattrocento, aspetti di un'epoca, ebook

Il Quattrocento, aspetti di un’epoca Che cosa fu la cosiddetta Peste Nera del XIV secolo, e che influenza ha avuto nel Quattrocento? Erano più diffusi i mulini a vento o quelli ad acqua? Che funzione giocò l’Europa nell’economia ottomana e viceversa? Abbiamo mai sentito parlare del Cannone di Costantinopoli? E dei Monti di Pietà? O passando a temi più “intimi”, come si svolgeva un matrimonio popolare? Che ruolo aveva la donna nel XV secolo? Come ci si divertiva? Alcuni dei temi affrontati in questo ebook in cui saltellando qua e là per l’Europa, dall’Italia alla Germania alla Spagna alla Boemia, [segui leggendo]

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInShare on TumblrEmail this to someone
Jul 232015
 
Le cifre della schiavitù nelle Nuove Terre

La storia è fatta anche di cifre, di statistiche che parlano, che hanno un loro linguaggio, una loro concretezza, a volte triste, cifre che servono per comprendere determinate realtà storiche che hanno interessato un’epoca. Agli inizi dell’Ottocento, dopo tre secoli (ben oltre) di commercio di schiavi, alcuni stati coloniali ne dichiararono l’illegalità: la Gran Bretagna nel 1807 (»»qua), gli Stati Uniti d’America nel 1808 (»»qua una mappa), la Danimarca qualche anno prima, nel 1792. Il tutto almeno formalmente, giacché fino al gennaio 1870 continuavano a sbarcare a Cuba schiavi provenienti dall’Africa (»»qua). La loro compravendita (»»qua come erano trasportati) aveva [segui leggendo]

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInShare on TumblrEmail this to someone
Jul 192015
 
Storiografia e dintorni, ebook

Storiografia e dintorni È la storia da considerarsi come scienza? Che cosa ne pensava Jacques Le Goff? Ed Edward Carr? Che cosa è l’Angelo della Storia di Walter Benjamin? Come si deve scrivere la storia secondo Luciano di Samosata? Che cosa sono le quattro fasi della ricerca storica? E l’analisi intrinseca ed estrinseca di un documento? Che importanza hanno le immagini di oggi nella memoria storica? Alcuni dei temi affrontati in questo ebook, passando inoltre dalle parole di Marc Bloch all’amore dei prigionieri di guerra verso la storia raccontata da Henri Pirenne, analizzando come trovare materiale per una ricerca e [segui leggendo]

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInShare on TumblrEmail this to someone